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Nell'Aprile
2005 all'indomani di WrestleMania 21 apparvero nel web più racconti di
ragazzi italiani facenti parte di svariati siti, racconti riguardanti la
loro esperienza Californiana al “WrestleMania 21 weekend”, con l'amico
Fabio, noto anni fa nel web con lo pseudonimo di "Roaddog84"
decidemmo che WrestleMania 22 sarebbe stata la nostra meta predestinata il 2
Aprile 2006. Il
progetto di questo viaggio apparve da subito di difficile realizzazione
visti i costi e la volontà di pagarlo completamente con soldi nostri ma la
sorte ci fu amica, pochi mesi di lavoro partime furono più che sufficienti
a coprire tutte le spese preventivate, e fu così, forse con un pelo
d'incoscenza, che decidemmo già nel mese di Settembre di prenotare due
biglietti aerei per Chicago, volo diretto dall'aereoporto di Milano Malpensa.
Incoscenza per due motivi, il primo decisamente la grande instabilità di
Alitalia, nei mesi seguenti più volte sull'orlo del baratro con scioperi a
catena, ed il secondo, sicuramente più spinoso, il fatto che i biglietti
per WrestleMania sarebbero stati messi in vendita solo un mese più tardi,
intorno alla metà di Ottobre. Giunto
il giorno dell'avvio di vendita dei biglietti i primi tentavi vennero fatti
attraverso ticketmaster, tentativi andati
miseramente a vuoto. Senza però perderci d'animo ci catapultammo su
ebay.com, e nel giro di una ventina di intensi, intensissimi, minuti
riuscimmo ad ottenere due biglietti da 100 dollari al prezzo di 130 dollari
cadauno, un vero affare se si pensa che solo poche ore più tardi le aste si
erano tramutate in vere e proprie azioni di strozzinaggio.
I
biglietti per Hall of Fame, WrestleMania e RAW Era
ormai fatta, avevamo i biglietti per WrestleMania, cosa che ci galvanizzava
in maniera incredibile se si aggiunge che solo pochi giorni prima nel corso
di WWE Homecoming vi fu la grande illusione che proprio in quell'evento la
WWE potesse finalmente far collidere one on one le due più grandi icone
della sua storia recente, vale a dire Stone Cold Steve Austin ed Hulk Hogan. Purtroppo
come tutti sappiamo questo sogno svanì presto, la preoccupazione da parte
mia di non poter vedere dal vivo The Hulkster era alta, ed aumentava sempre
più col passare delle settimane e dei mesi, fortunatamente quando tutto
sembrava ormai perduto ecco che la WWE annuncia durante un'edizione di RAW
che sarà proprio Hulk Hogan ad introdurre "Mean" Gene Okerlund
nella WWE Hall of Fame...già, la Hall of Fame, totale ignoranza da parte
nostra nei mesi precedenti su come e quando i biglietti per questo evento
sarebbero stati messi in vendita o addirittura se vi erano ancora delle
disponibilità. Anche
qui fummo piuttosto fortunati, i biglietti vennero messi in vendita solo
Sabato 25 Febbraio attraverso il circuito Ticketmaster. In
quell'occasione decisi che non saremmo stati preda degli sciacalli di ebay,
puntualissimo alle 17 ora italiana mi posizionai sul sito riuscendo ad
acquistare due biglietti vicini. Era fatta, dopo WrestleMania, il Monday
Night RAW seguente per il quale acquistammo i biglietti dopo aver risolto la
pratica WM, avevamo in mano anche i biglietti per la Hall of Fame, vi era
quindi la certezza di poter vedere dal vivo autentiche istituzioni viventi
di questo sport, oltre ad Hulk Hogan anche Stone Cold Steve Austin, Bret
"The Hitman" Hart e molti altri che si sarebbero venuti a scoprire
nelle settimane successive. I
5 mesi, da inizio Ottobre a fine Febbraio, passarono rapidamente. La nostra
partenza era fissata per Giovedì 30 Marzo. L'ultimo
mese, a differenza dei primi cinque, fu paradossalmente, almeno per il
sottoscritto, più lungo, un'attesa estenuante come se quel 30 Marzo non
dovesse arrivare mai, ma fortunatamente per quanto lento potesse sembrare,
il tempo passò ed il 30 Marzo era ormai imminente. Mercoledì
29 venni raggiunto a Bergamo, dove risiedo, da Fabio giunto in treno da
Pescara, mi feci dare un passaggio da mia madre la quale ci portò
direttamente ad Orio al Serio dove il sottoscritto lavora partime come
impiegato addetto a finanziamenti e carte di credito nel punto finanziaro
del centro commerciale "Orio Center", aprofittammo per cenare
direttamente in una pizzeria del centro commerciale, arrivando poi a casa
mia, nella periferia di Bergamo, intorno alle 22.30, con l'ultimo impegno in
terra italiana di guardare l'ultima puntata di Monday Night RAW andata in
scena due giorni prima, ultima tappa della brand rossa prima di WrestleMania. L'indomani
giungemmo all'aereoporto di Milano Malpensa attorno alle ore 8.00 con quasi
tre ore d'anticipo sulla partenza fissata per le 10.40. Fatto quasi subito
il chek-in ci rechiamo una mezz'ora dopo alla nostra uscita, dove
incontriamo Alessio, noto nelle sue sporadiche apparizioni su qualche forum
con il nickname "Calessio" col quale abbiamo avuto nei mesi
precedenti svariati contatti mail per preparare al meglio il viaggio. Prima
nota da segnalare durante l'imbarco: con
tutta probabilità noi tre eravamo gli unici italiani presenti su quel volo,
con pochi altri probabilmente ma a memoria non ricordo una sola parola
d'italiano che non provenisse da noi tre. Il
volo d'andata nonostante la sua durata di dieci ore fu comunque scorrevole,
e verso le 12.30 ora locale atterrammo, bruscamente, ( e questa fu l'unica
nota stonata dell'andata) all'O'Hare Airport di Chicago. Superati
i controlli della polizia americana e ritirato il bagaglio, andammo subito a
prendere la metropolitana per la città, in modo da poter raggiungere il
nostro albergo situato in centro a due passi dalla costa bagnata come
sappiamo dal Lago Michigan. Finchè
il fisico resse la fatica e cosa più importante il fuso orario, dedicammo
il nostro primo giorno negli USA un breve
giro in città, se non altro nella zona nella quale risiedavamo, la
baldanza durò però relativamente poco in quanto alle ore 19.30, a 22 ore
dalla sveglia, si stava già devastati nel fisico e nell'anima a letto, col
pensiero rivolto alla giornata seguente.
Solo lo stoico Alessio seppe resistere e girare la città per altre
due ore. L'indomani,
ovvero la mattinata di Venerdì 31, venne dedicata nuovamente alla visita
della città di Chicago, decisamente stupenda, unico aggettivo che davvero
si può spendere per questa metropoli.. Durante
il nostro "tour" ci imbattemmo in un negozio di articoli sportivi
con in vetrina t-shirt e gadget di vario genere con tema WrestleMania 22,
t-shirt acquistate praticamente all'istante. In
quel negozio fra le altre cose venimmo a conoscenza del fatto che in un
centro commerciale distante poche centinaia di metri, nel pomeriggio della
stessa giornata, vi sarebbe stata una sessione d'autografi con Eugene e
Mickie James, occasione che ovviamente non ci lasciammo sfuggire. Arrivvammo
al centro commerciale in questione relativamente presto, una mezz'oretta di
fila e poi l'incontro con tanto di foto con Nick "Eugene" Dismore
e la bellissima Mickie. Qualche
impressione personale sui due, Mickie ha dato l'idea della persona
disponibilissima e tranquilla, Eugene, e vorrei fosse solo un'impressione,
dava l'idea di essere assente con lo sguardo, non capivo se era intento a
mantenere la kayfabe o cosa, a me personalmente, e non solo a me, dava
l'idea di essere strafatto Dio solo sa di cosa.
Le
nostre foto con Eugene & Mickie James Sempre
in giornata scoprimmo anche di un evento, se così posso chiamarlo,
decisamente interessante. Sempre in quella zona, e questa molta molto più
vicino al nostro Albergo, in una libreria, vi sarebbe stata nella tarda
mattinata di Sabato primo Aprile, una sessione d'autografi con Shawn
Michaels. L'appuntamento
era chiaramente di quelli da non lasciarsi sfuggire, e puntuali la mattina
dopo ci presentammo in libreria attorno alle ore 10.30, dove scoprimmo con
falsa sopresa che la sessione d'autografi ci sarebbe stata sì, ma che
sarebbero stati firmati solo su copie dell'autobiografia di HBK. La
possibilità di stringere la mano a Shawn Michaels e magari scambiarci una
battuta valeva decisamente tutti i 26 dollari del prezzo del suo libro. La
sessione d'autografi si sarebbe tenuta al secondo piano, una volta saliti
trovammo intorno agli scaffali una marea di gente accodata nella paziente
attesa che Shawn arrivasse, nel giro di un'ora la coda che si formò dietro
a noi pareggiò quanto ci stava davanti, il totale di attesa prima di poter
arrivare alla meta fu di ben 4 ore, ma la soffisfazione di poter stringere
la mano ad un'icona vivente della WWE e sentire il suo stupore quando gli ho
detto che venivo dall'Italia per questa WrestleMania con un classico
"Oh my God", seguito dall'invito di divertirmi allo show
l'indomani, è un qualcosa che per un accanito fan di vecchia data della WWE
non ha prezzo.
L’autografo
di HBK In
serata vi sarebbe stato il primo importante appuntamento dei seguenti tre
giorni, ovvero la cerimonia d'introduzione nella Hall of Fame. Partimmo
alla volta di Rosemont (laddove sono ubicati teatro e AllState Arena) nel
tardo pomeriggio, il teatro, non lontano dalla stazione dei treni, lo
raggiungemmo con pochi minuti di Taxi. Una
volta arrivati notammo che l'attenzione dei tanti fans già presenti era
rivolta al parcheggio, dove superstars, hall of famers ed ospiti stavano
poco a poco arrivando, pure noi ci sistemammo qualche minuto fra i curiosi,
giusto il tempo per veder arrivare Jerry "The King" Lawler con una
ragazza che potrebbe benissimo essere la nipote, ma ahinoi più probabile (anzi,
praticamente certo) si tratti della fidanzata. Relativamente
semplice il ritiro dei biglietti (come detto in precedenza prenotati tramite
ticketmaster), operazione sbrigata in pochi minuti dopodichè in coda in
attesa di apertura del teatro.
L’esterno
del Rosemont Theatre La
fila, dopo che le porte vennero aperte, si dissolse in una decina di minuti
non di più, dopo due foto di rito ci lanciammo subito alla ricerca dei
nostri posti, non prima però d'aver preso una sorta di programma della
serata, distribuito gratuitamente dai dipendenti del Rosemont Theatre. Non
mi soffermo ora nel fare una cronaca di quanto avvenuto alla Hall of Fame,
mi soffermo giusto sui punti a mio avviso più interessanti notati da quello
che era il nostro punto di vista.
Io
e Fabio all’interno del teatro di Rosemont Poco
prima dell'inizio della cerimonia fanno il loro ingresso le superstars della
WWE al gran completo eccezion fatta per The Undertaker. Grandi reazioni del
pubblico ad ogni superstar inquadrata sul Titan Tron, in particolare grosso
pop per Ric Flair e bordate di "boos" per Shawn Michaels, e
proprio alla vista di Shawn Michaels un ragazzo che stava davanti a noi si
gira dicendoci con tono in bilico fra l'ironia e la sconsolatezza:
"Bret goes to home", ovvero "Bret se ne va a casa", in
linea con quanto appunto detto dall'Hitman nelle settimane precedenti
l'evento. Autentica
showstopper della serata "Sensational" Sherri, padrona assoluta ed
indiscussa della scena, cosa detta da più parti ma che ribadisco volentieri
anche qui. Pochi,
forse nessuno, ha però parlato di colui che ha introdotto Sherri nella Hall
of Fame, vale a dire "Million Dollar Man" Ted DiBiase, amatissimo
ancor oggi dai fans della WWE, letteralmente impazziti quando Ted s'è
esibito nel suo classico gesto di tirare banconote sul pubblico per non
parlare della sua apertura del discorso con la mitica catchphrase
"Everybody's got a price for the Million Dollar Man..."...fantastico,
non ci sono altri aggettivi. Sempre
durante l'introduzione di Sherri un altro fatto che forse ingenuamente non
m'aspettavo, il pubblico come detto reagiva con grande enfasi a ciò che
passava sul Titan Tron, anche per quanto riguarda i filmati d'introduzione,
grosso boato del pubblico quando sullo schermo passarono le immagini dei
tempi in cui Sherri faceva da manager a "Macho Man" Randy Savage,
grosso boato come detto e gridi di "Ohhh Yeahhh" a non finire,
forse è anche per questo che la WWE sta seriamente vagliando oggi di
inserire “Macho Man” nella propria Hall of Fame forse già il prossimo
anno. In
chiave WrestleMania il momento che ha forse più caricato il pubblico è
stato l'ingresso di John Cena (Incaricato del discorso di introduzione per
William Perry), coperto da boos ed insulti, oltre al celeberrimo ormai
"Cena sucks" anche il nuovo (almeno è la prima volta che lo sento)
"Fuck you Cena", Cena si guarda intorno spaesato con Triple H,
presente in primafila accanto a Stephanie e Linda McMahon, che si alza in
piedi in segno di sfida scatenando l'entusiasmo dei fans presenti. Molto
emozionato e forse vervoso invece S.D. Jones, al quale è toccato il compito
di introdurre "Mr.USA" Tony Atlas. Il
vero highlight della serata fu però l'introduzione di Verne Gagne,
introdotto nella Hall of Fame dal figlio Greg, il quale scaldò il pubblico
ricordando che il padre ebbe un ruolo fonamentale per il successo nel
business di "Mr.Perfect" Curt Hennig (sincero e commosso applauso
del pubblico), Ric Flair (tremenda ovazione e serie di wooooo) e Hulk Hogan
(pubblico letteralmente impazzito al sentir quel nome, e li mi chiesi...allora
cosa succederà quando Hulk fra poco farà il suo ingresso?). Verne Gagne
tenne poi il suo discorso e qui ecco il momento topico che ha causato
l'ilarità di tutti i presenti, un tale o un gruppo di persone che si mette
ad intonare il coro "One more match" "One more
match"...un purista potrebbe intederla come una grave mancanza di
rispetto ad un mito di quest'industria, sarà, ma resta il fatto che la cosa
fu tremendamente divertente. Finalmente
iniziò la parte che la WWE avrebbe poi mandato, con però molti tagli, in
tv, sigla di rito e subito “Real American” risuona nel teatro di
Rosement, Hulk Hogan fa il suo ingresso accompagnato ad un ovazione che
definire incredibile sarebbe riduttivo, anche in quest'occasione lunghi
minuti d'ovazione per l'Hulkster ed ancora coro "One more match"
al quale dopo pochi secondi fa seguito un coro inequivocabile
"Hogan-Austin" "Hogan-Austin", che ne dicano i
detrattori il pubblico vuole questo match e vuole ancora Hulk Hogan sui ring
della WWE. The Hulkster dal canto suo risponde prima con l'inequivocabile
gesto dello sfregarsi le dita con riferimento ai soldi, causando un pò di
sconforto fra i fans speranzosi, uscendosene però dopo pochi secondi
dicendo che sarebbe un gran match, frase che ovviamente scatenò nuovo
entusiasmo fra i fans. Continuarono poi i cori pro Hogan, interrotti però
dallo stesso Hulkster con un supplicante "Please shut up". Dopo
il discorso di Hogan, ed il relativo filmato di presentazione,
"Mean" Gene Okerlund fa il suo ingresso divenendo di fatto il
primo announcer nella storia della WWE ad entrare nella Hall of Fame della
compagnia. Poco
da dire sull'introduzione di Eddie Guerrero, momento molto toccante sia nel
momento del discorso congiunto di Chris Benoit, Chavo Guerrero e Rey
Mysterio che nella premiazione vera e propria dove a presentarsi sul palco
fu la moglie Vickie con le tre figlie del compianto ex WWE Champion.
Sensational Sherri ritira la targa commemorativa
“The Million Dollar Man” Ted DiBiase
Hulk
Hogan introduce “Mean” Gene Okerlund nella Hall of Fame Degna
di nota è l'entrata del Texas Rattlesnake, Stone Cold Steve Austin,
classica camminata ma fermi tutti...occhiataccia ad Hulk Hogan, nella nostra
zona il pubblico se ne accorge ed esplode in un sonoro boato, ed infatti è
proprio dalla nostra sezione che parte il coro "Austin-Hogan"
"Austin-Hogan", ed anche qui frase di Austin tanto ironica quanto
bellicosa nei confronti dell'Hulkster, scatenando ovviamente la reazione del
pubblico, sempre più convinto che qualcosa si sia mosso per quel match (così
poi non è stato comunque ulteriori commenti nell'ultimo Slam of the week).
Discorso congiunto di Rey Mysterio, Chris Benoit e Chavo Guerrero
Vickie Guerrero e figlie Grandi
ovazioni per Bret Hart (presente quindi nonostante Shawn Michaels), l'evento
è storico , è di fatto la prima volta dalle Survivor Series 1997 che Bret
"The Hitman" Hart compare in una trasmissione televisiva della
World Wrestling Entertainment. A
dispetto dei tanti detrattori italiani che lo indicano come un menomato
mentale a causa degli incidenti avuti negli ultimi anni Bret si dimostra
invece logorroico a dir poco, il suo discorso durò qualcosa come una
quarantina di minuti (ridotto a 7 nella sintesi di un'ora trasmessa da USA
Network).
Stone Cold Steve Austin
L’uomo più atteso della serata, Bret “The Hitman” Hart
Cala il sipario sulla
cerimonia Finita
la cerimonia, all'uscita del teatro ci viene consegnata una medaglia in
omaggio dallo staff, inutile dire che la arraffiamo senza pensarci (ed
inizialmente senza capire cosa stessero distribuendo), un altro cimelio da
riportare in Italia. Finalmente
arrivò il gran giorno, Domenica 2 Aprile 2006, WrestleMania 22. Partimmo
piuttosto presto dal nostro Hotel, già in tarda mattinata, arrivando in
metropolitana a Rosemont (a circa un'ora dal centro di Chicago, dove
alloggiavamo) intorno a mezzogiorno. L'esterno
dell'Allstate Arena era a quell'ora già gremito di fans. Dopo aver mangiato
in un centro commerciale adiacente alla struttura che avrebbe ospitato
l'evento, diamo una curiosata al Fan Axxes, uno stand in cui erano presenti
svariate curiosità e cimeli relativi alle stelle della federazione, ad
esepio vi si poteva trovare il calco della mano di Andrè the Giant ed il
costume indossato da Goldust a WrestleMania XII nel match contro Rowdy Roddy
Piper. All'interno di questo stand vi era inoltre una rappresentativa di
soldati americani dai quali ci si poteva far fotografare con la cintura di
John Cena al fianco di un effige di Big Show.
Varie
immagini dal Fan Axxes Usciti
dal Fan Axxes ci concediamo un giro attorno alla Allstate, Alessio si dirige
a ritirare il suo biglietto acquistato da Ticketmaster, io e Fabio, dopo
esserci accordati con Alessio sul punto di ritrovo al termine dello
spettacolo ci dirigiamo verso il nostro ingresso.
Fabio
e Alessio con la Spinning Belt di John Cena Dopo
due ore d'attesa, passate a chiederci come la gente di Chicago possa
andarsene in giro in abiti primaverili nonostante il terribile freddo, le
porte si aprono e nel giro di tre quattro minuti siamo dentro, raggiungiamo
rapidamente i nostri posti, stesso settore ma file diverse. Intorno
alle ore 17.30 ha inizio lo show con l'ingresso di Lillian Garcia la quale
annuncia una Battle Royal interpromozionale fra stelle di RAW e stelle di
SmackDown, una Battle Royal che vincerà Viscera dopo un big boot andato a
vuoto da parte di Gene Snitsky ma qualcosa dal mio punto di vista tornò
poco, in quanto non mi convinse per nulla l'eliminazione di Road Warrior
Animal, ebbi come la convinzione di vedere gli altri wrestlers spaesati dopo
la sua uscita, ed anche l'eliminazione di Snitsky non è stata certo
cristiana, ma vabbè poco importante, almeno Viscera potrà raccontare
d'aver vinto un match in questo 2006.
L’esterno
della AllState Arena
L’ingresso
di Lillian Garcia
SmackDown
vs RAW, Interpromotional Battle Royal Dopo
"America the Beautiful" cantata da Michelle Williams si apre lo
show vero e proprio, inutile dire che l'emozione era altissima. Non voglio
ora fare cronache del pay per view ma raccontare grosso modo le sensazioni
mie e dei fans nella zona a me adiacente. Del
primo match, quello fra Kane e Big Show contro Carlito e Chris Masters
valido per i titoli di coppia di RAW, più che un'azione particolare del
match in se la cosa che più mi colpì fu l'alluncinante vampata di caldo
che si alzò all'entrata di Kane per via delle fiamme sullo stage,
onestamente non me lo sarei mai aspettato. Su
questo match poco da dire, conosciamo il risultato, un cosa che m'ha
sorpreso è stata la grande popolarità di Carlito, davvero molto apprezzato
dai fans e tifato per più fasi del match dal pubblico.
Carlito attende il suo tag team partner, Chris Masters
Money
in the Bank Ladder match II Si
è poi passati Money in the Bank II, grossa ovazione per Rob Van Dam ma non
esagero nel dire che tutta l'arena sperava sotto sotto in una vittoria di
Ric Flair, letteralmente idolatrato dalla folla, folla la quale impazzì
letteralmente per quello spot pazzesco inventato da Shelton Benjamin. Grossa
reazione infine per la vittoria di colui che alla vigilia era effettivamente
il favorito, ovvero Rob Van Dam, scarso entusiasmo attorno alle figure dei
tre rappresentati di SmackDown, Matt Hardy, Bobby Lashley e Fit Finlay. Bellissima
l'entrata di John “Bradshaw” Layfield a bordo della sua limousine con la
rampa d'accesso al quadrato letteralmente sollevata per permettere all'auto
di JBL di fare il suo ingresso, secco no comment su Jillian Hall, le
consiglio di coprirsi se non desidera morti infartati sulla coscienza. Buono
il face pop per Benoit.
L’entrata
di John “Bradshaw” Layfield
Edge attende Mick Foley
Edge in difficoltà contro l’Hardcore Legend Dopo
aver assistito purtroppo alla sconfitta di Chris Benoit contro un Bradshaw
dal fisico sempre più imbarazzante, viene annunciato uno dei match che
attendevo (ma di certo non solo io) con più ansia, vale a dire l'Hardcore
match fra Edge e Mick Foley. La
sera precedente alla Hall of Fame ebbi modo di vedere dal vivo Hulk Hogan,
Steve Austin e Bret Hart, sempre nella giornata di sabato ebbi la fortuna di
stringere la mano a Shawn Michaels, avevo appena visto all'opera Ric Flair
ed ora avrei visto anche Mick Foley impegnato per giunta in un match
Hardcore....per un qualsiasi fan della WWE l'unico prezzo per una cosa del
genere credo sia l'anima. Sul
match in se davvero poco da dire, tutti lo abbiamo visto tutti lo abbiamo
apprezzato e tutti possiamo solo dire per l'ennesima volta
"grazie" a Mick Foley, il quale però va detto, pur essendo
amatissimo, non ha il seguito di fans che possono vantare Austin, Hogan e
Flair, ed in effetti il pop ricevuto da lui è stato decisamente inferiore
rispetto a quello ottenuto dai tre esempi citati. Il
match seguente vide opposti Booker T & Sharmell a The Boogeyman, l'uomo
nero ancora imbattuto nella WWE, spettacolare l'entrata del secondo ma il
match in se ha regalato davvero poco, con grossa parte del pubblico che ha
individuato in questo match la pausa bagno e/o cibo. Per la cronaca come
sappiamo altra vittoria per The Boogeyman in relativamente poco tempo.
Boogeyman
vs Booker T Grandi
sorprese nel match seguente fra Trish Stratus e Mickie James, personalmente
avrei tifato per Mickie comunque dopo averci fatto una foto insieme il
giorno precedente, ma mai mi sarei aspettato di vedere un'arena totalmente
schierata con lei. Già la sorpresa Carlito mi aveva spiazzato, ma qui la
situazione era diversa, Kane & Big Show non vennero contestati a suon di
boos dal pubblico sul quale, nonostante ripeto la grande ammirazione dei
fans per Carlito, potevano vantare una salda presa, la povera Trish ad ogni
sua reazione veniva mortificata da cori di disapprovazione da parte dei
fans, i quali poi ebbero la soddisfazione di festeggiare la vittoria di
Mickie James, vittoria anche qui sorprendente avvenuta in modo decisamente
pulito.
Mickie James vs Trish Stratus
Mickie
festeggia la vittoria Toccò
poi al casket match fra The Undertaker e Mark Henry, match accolto
trionfalmente dal pubblico, lo stesso pubblico che però risultò non
pervenuto durante lo svolgersi della contesa, a mio parere la peggiore
dell'evento se non consideriamo Booker T & Sharmell vs Boogeyman.
Fortunatamente il match durò poco e Mark Henry venne presto chiuso nella
bara. Annunciato
subito dopo il match fra Shawn Michaels e Vince McMahon, e qua c'è
parecchio da raccontare. Il pubblico contestò in modo piuttosto marcato
Shawn Michaels alla Hall of Fame, forse temendo per via della sua presenza
una dipartita di Bret Hart, ed anche durante il pay per view nel corso di
una sua intervista mandata sul Titan Tron il pubblico rumoreggiò
dimostrando non troppa simpatia per Shawn Michaels. La
vera bravura di worker di HBK la si è vista durante il match, passino i
voli, le mosse l'essere un atleta fra i più completi mai visti, questo
viene dopo in questo sport , Shawn Michaels con le sue doti di entertainer
ha saputo far cambiare idea a praticamente tutti i suoi contestatori
riuscendo ad ottenere un tifo pazzesco per quasi tutta la durata del match. Grande
contesa, e grandissimo Shawn Michaels, altri commenti sarebbero superflui.
Mark
Henry attende il suo avversario
Fiamme sullo stage
The Undertaker
sul ring
L’ingresso
di Shawn Michaels
Mr.McMahon
is here
Shawn
Michaels festeggia la vittoria contro il boss della WWE Il
primo main event della serata ha poi visto in palio il World Heavyweight
championship fra Randy Orton, Rey Mysterio ed il detentore Kurt Angle. Rivedendo
il match in tv ho dovuto constatare che la contestazione a Rey era molto più
rumorosa dei timidi boos che sentii durante il match. La sensazione che ebbi
stando nell'arena fu che nonostante il tifo del pubblico (mio compreso)
fosse interamente per Kurt Angle, la vittoria di Rey fosse stata accolta
come il meno male possibile, nel senso che una vittoria di Orton sarebbe
stata presa decisamente peggio. Sensazione forse sbagliata ma resto di
quest'idea, per i fans meglio Mysterio campione che Orton nel caso Angle
avesse dovuto forzatamente, come è stato, perdere il titolo.
Le
entrate dei tre contendenti al World Heavyweight championship Trascurabile
il playboy pillow fight fra Torrie Wilson e Candice Michelle, vedere quelle
due mezze nude "darsele" con la sensazione d'impotenza per il
fatto di non poterti mettere in mezzo è un qualcosa di tremendamente
frustrante....fortunatamente è durata poco, svariati i cori di boring. Si
arriva dunque al main event, ultimo atto di questa serata, che se ne dica,
per noi semplicemente unica. Fantastiche
le entrate dei due wrestlers, le critiche tutte italiane lette appena
tornato le ho capite poco ma vabbè, i gusti son gusti ma in certi casi la
voglia di criticare sempre e comunque senza motivo annebbia il cervello a
gente che ormai ragiona solo per preconcetti. Sul
match c'è da dire che è stato davvero molto bello ed incerto fino alla
fine, il commento di Alessio una volta ritrovatoci fuori dall'edificio fu
eloquente e condiviso sia da Fabio che dal sottoscritto, "L'ultimo
incontro valeva il prezzo del biglietto", frase fatta ma mai come in
questo caso azzeccata. Triple
H ha saputo adattarsi all'atmosfera con estrema facilità, il "Suck
it" tipico della DeGeneration X, già fatto da Michaels nel corso della
serata, non credo sia stato un qualcosa fatto a caso da The Game, sapeva per
certo che il pubblico sarebbe esploso, e così è stato. Tante
critiche specie in Italia verso John Cena ma io credo che il vero difetto
suo sia questo, pecca in esperienza, prendiamo WrestleMania X8 con The Rock
vs Hulk Hogan, Rock era face ma sommerso di boos, non si fece certo prendere
dal panico anzi, seppe adattarsi alla situazione con eloquenti gesti ed
espressioni del volto, così come Hogan, heel, seppe adattarsi alla
situazione al meglio, così come fatto da Triple H, John Cena ancora non
riesce, questo ad oggi è il suo più grave difetto, deve imparare a sapersi
comportare come si deve anche di fronte a queste situazioni, essere
flessibile, non meccanico in base ad un copione o ad uno status, heel o face
che sia, impostogli dalla WWE. Tornando
al match i minuti finali furono un qualcosa di surreale, pubblico
perennemente in piedi, dietro a me due ragazzi (ragazzi.... minimo 30enni)
intenti ad aizzare qualsiasi frase dispregativa nei confronti di Cena e cori
ovviamente pro Triple H, particolarmente simpatico un episodio durante il
match. Questi ragazzi si misero ad intonare un sonoro "Triple H"
"Triple H", mentre nell'anello appena sopra vi erano un gruppo di
ragazze tifose di John Cena, le quali ogni qual volta veniva urlato il nome
"Triple H" se ne uscivano a loro volta urlando un bel
"Sucks", un qualcosa di simile insomma al coro che bene si è
sentito pure in tv, "Lets go Cena" seguito dal pubblico a lui
ostile da un "Cena sucks". Vittoria
a Cena infine via sottomissione quando ormai iniziavo a non crederci più (ebbene
sì tifavo per lui, in primis per averlo pronosticato ed inoltre è pur
sempre un Hulkamaniac dichiarato :p).
Prova
di forza fra Triple H e John Cena La
sera seguente fummo nuovamente alla Allstate per l'edizione di Monday Night
RAW del 3 Aprile. Unico
rimpianto non aver visto Hogan in quest'occasione visto che mi ero illuso
dalle notizie che arrivavano dalle newsboard italiane, ma poco importante
The Hulkster lo avevo visto alla Hall of Fame ed inotlre un suo
coinvolgimento ora nelle storyline non era necessario. Su
RAW non ho molto da raccontare, giusto qualche aneddotto se così possiamo
definirlo, innanzitutto il debutto di Umaga ed il suo attacco a Flair, Fabio
mi chiese chi fosse questo personaggio, dopo averci pensato un attimo ecco
che mi ricordo che la WWE aveva appena rifirmato Jamal, dei ragazzi sotto di
noi forse dopo aver sentito il nome "Jamal" han fatto partire il
simpatico e dissacrante coro "Where is Rosey?" Con chiaro
riferimento ai 3 Minutes Warning, Tag team composto nel 2002 da Jamal e
Rosey, si pensava come sappiamo che si sarebbe potuto ricomporre quest'anno
col ritorno a Stamford di Jamal, ma sorprendentemente la WWE ha da poco
licenziato l'altra metà del duo, Rosey appunto. Uno
di quei ragazzi inoltre ha visto le certezze di tutta la sua vita crollare
alla vittoria di due rappresentati della Spirit Squad su Kane e Big Show nel
match valido per i titoli di coppia, infatti per tutta la durata dello show
si girava ogni tanto verso i suoi amici con aria frastornata esclamando..."The
Spirit Squad!?!".
Dupree
& Conway si preparano per gli Highlanders, match disputatosi a Heat
Eugene vs Murdoch La
serata s'è chiusa con l'Handicap match che ha visto HHH & Edge
sconfiggere Cena via pedigree da parte di Hunter, il tutto per la gioia di
gran parte del pubblico. Dopo
il match a telecamere spente lungo promo di John Cena in perfetto stile cane
bastonato, come detto da qualcuno nel web la WWE sta davvero cercando di far
leva sulla pietà dei fans per portare un pò di pubblico dalla parte del
WWE Champion.
Carlito
attacca Chris Masters Shawn
Michaels sul ring
Vince & Shane McMahon sullo stage Grande
nottata anche quella del 3 Aprile, ultima a Chicago, il giorno dopo era
infatti fissata la partenza. Il
volo di ritorno filò via liscio in poco meno di 9 ore, arrivammo a Milano
Malpensa intorno alle 7.30 del mattino ricevendo come prima notizia
l'inaspettata (per modo di dire) eliminazione dell'Inter dalla Coppa dei
Campioni. In
America non ci furono problemi di nessun tipo riguardo i mezzi pubblici, in
Italia appena arrivati invece ecco la notizia dello sciopero dei treni fino
alle ore 17, un modo come un altro del Bel Paese di darci il bentornati a
casa. Fortunatamente
Alessio sarebbe proseguito in aero sino ad Ancona mentre l'Eurostar di Fabio
venne confermato. Giusto
il mio treno per Bergamo venne sopresso ma grazie ai santi che devo avere in
paradiso, ogni 20 minuti dalla stazione centrale di Milano vi sono gli
Autobus per i tre aereoporti del distretto milanese, ovvero Malpensa, Linate
e quello situato in provincia di Bergamo ovvero Orio al Serio a soli 15
minuti da casa mia.
Il
Libro di Shawn Michaels, il programma della Hall of Fame con la medaglia
commemorativa ed i tre biglietti di Hall of Fame, WrestleMania e RAW Che
dire in conclusione, un'esperienza magnifica poco altro da aggiungere se non
che in caso di condizioni favorevoli l'appuntamento anche per noi sarà il
primo Aprile 2007 al Ford Field di Detroit per WrestleMania 23. Matteo
Carminati
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