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Storia della FMW Parte 14 Quando Shoichi Arai apre la porta del suo ufficio per dirigersi verso la sala riunioni interna alla sede FMW ha sicuramente in testa più dubbi che certezze. Tra pochi istanti dovrà incontrare il resto della dirigenza per un resoconto riguardo ai risultati ottenuti dalla federazione sotto la sua presidenza e, lui per primo, sa benissimo che ci sarà poco spazio per sorrisi e reciproci complimenti. Ormai è palese che gli spettacoli FMW funzionino solo nella capitale, dove muovono ancora parecchio pubblico, mentre una volta messo piede fuori da Tokyo si trasformano in manifestazioni per pochi intimi. I tempi di Onita sono ormai lontani ed oltre ad aver perso i fan occasionali, attirati esclusivamente dalla carismatica figura dell’ex proprietario-padrone, non si può nascondere che da qualche tempo a questa parte diversi fra i veri appassionati preferiscano spendere i propri yen altrove. Le cause di questo panorama negativo sono molteplici e al tempo stesso difficili da individuare: la perdita della figura di Atsushi ha pesato non poco, ma è anche vero che in generale è ormai terminato l’effetto sorpresa di una federazione rivoluzionaria, tanto più che lo stile della nuova generazione continua ad essere accolto abbastanza freddamente. A discolpa del gruppo dirigenziale bisogna comunque precisare che la situazione economica continua a mantenersi stabile, seppur in lieve calo, e che il livello qualitativo del wrestling offerto raggiunge picchi altissimi e di gran lunga superiori a quelli del passato targato Onita. In ogni caso, se il vento non ricomincerà a soffiare nella giusta direzione, si rischia seriamente di andare incontro a brutte sorprese. Preso atto della situazione, è necessario attrezzarsi per far fronte alle difficoltà e risollevarsi prima che sia troppo tardi. Non potendo contare sul genio dell’indimenticato Atsushi né tanto meno sul suo potere di attirare orde di fan in delirio, Arai e soci scelgono la strada più sicura con la semplice formula che tanto funzionò in passato: dare agli spettatori ciò vogliono, quindi rivalità accese + incontri violenti. Un percorso che non garantirà un boom d’esposizione mediatica e di conseguenza non otterrà risultati immediati, ma che nel disegno della dirigenza riuscirà a riconquistare passo dopo passo il cuore dei vecchi spettatori che affollavano le arene nell’era Onita. Dopo aver sospeso gli spettacoli per circa un mese, utilizzato per tessere le fila dei nuovi programmi e concedere un po’ di respiro al roster, la FMW torna in gioco il 24 ottobre 1995 nella palestra più importate di Akagi. Gli spettatori raggiungono a stento le 700 unità, ma i progetti della dirigenza si mettono comunque in moto: aumenta il tasso di violenza (anche grazie al sanguinolento street fight tag team match con protagonisti Hido, Super Leather, Tanaka e Kanemura) e viene spinto ulteriormente l’acceleratore sulla guerra fra stable con un main event che vede tre lottatori della Lethal Weapon prevalere sulla controparte FMW. Il tour di ottobre prosegue attraverso altre quattro date confermando le scarse aspettative in fatto di pubblico, tanto che il risultato migliore lo farà registrare la tappa conclusiva alla Korakuen Hall con però sole 1500 presenze a dispetto dei classici sold out che Arai e soci erano abituati ad ottenere nel tempio del puroresu indipendente. Degni di memoria fra le varie serate sono sicuramente il ritorno di un barbed wire street fight match, la prima difesa del titolo assoluto da parte di The Gladiator ai danni di Horace Boulder e soprattutto un inedito incontro di coppia che mescola membri della W*ING e della FMW: Hayabusa e Matsunaga (avvicinatisi in seguito al match nel recente torneo) sconfiggono Kanemura e Tanaka dopo quasi 15 minuti di lotta intensissima. E’ proprio durante questa contesa che Eiji Ezaki viene smascherato per la prima volta sul ring da quando ha deciso di vestire i panni della “fenice”, mentre ad incontro terminato un attacco della Lethal Weapon pone fine ai festeggiamenti congiunti dei quattro lottatori riscopertisi amici e pronti a darsi man forte. Super Leather ed Hido, i restanti membri in pianta stabile della W*ING, non riusciranno a comprendere l’atteggiamento dei compagni Matsunaga e Kanemura e, accusandoli di essere dei traditori, per tutta risposta abbandoneranno la stable per unire le proprie forze alla Lethal Weapon. Acerrimi rivali stringono reciproche alleanze, mentre fedeli amici si trovano a combattere su fronti opposti. Il quadro generale si fa sempre più caotico raggiungendo il top nella serata del 20 novembre quando a sorpresa la W*ING si riforma tradendo tanto la FMW quanto la Lethal Weapon che si troveranno perciò ad unirsi in cerca di vendetta. Nel corso dello stesso spettacolo, i 2500 spettatori presenti (ottimo risultato e registrato tra l’altro fuori da Tokyo) assisteranno a ben due cambi di cintura in altrettanti incontri titolati: Koji Nakagawa, lanciato dalla recente vittoria di una battle royal, conquista il titolo Indipendent Junior Heavyweight sconfiggendo Ricky Fuji; mentre la crudele Shark Tsuchiya riuscirà nel tentativo di strappare l’alloro femminile dalla vita della coraggiosa Megumi Kudo. Il lavoro della dirigenza inizia finalmente a pagare. Lo scenario di guerra senza quartire fra stable interessa il pubblico, curioso di poter seguire il rimescolamento del roster ed al tempo stesso felice di assistere all’aumento della brutalità evidenziato dai frequenti fight match con protagonista il mai abbastanza rimpianto filo spinato. Il tour di dicembre non scenderà mai sotto i 1200 spettatori a serata, con un confortante picco di 2500 presenze alla data conclusiva del 21 alla storica Yokohama Bunka Gym. Dopo un momento di appannamento, la FMW è tornata a battere la strada migliore verso il successo. L’anno nuovo si apre il 5 gennaio con uno spettacolo alla Korakuen Hall, accompagnato dal ritorno ai tradizionali sold out. Oltre alla prosecuzione della faida anti W*ING, da ricordare all’interno della card è senza dubbio la vittoria degli allori di coppia da parte dei due mostri Super Leather e Jason The Terrible, capaci di piegare i campioni in carica Lethal Weapon Hisakatsu Oya ed Horace Boulder. La situazione delle cinture, con l’inizio del 1996, è quindi la seguente: in vetta alla federazione, detentore del titolo FMW Brass Knuckles Heavyweight, troviamo The Gladiator seguito dalla pari grado femminile Combat Toyoda, campionessa dal 10 dicembre. Alle loro spalle, per quanto riguarda la categoria singola spicca il nome di Koji Nakagawa nella divisione pesi leggeri; mentre in quella tag incontriamo i suddetti protagonisti di “Non Aprite Quella Porta” e “Venerdì 13”. Di primo acchito pare abbastanza evidente che una federazione attiva così frequentemente e con un roster tanto numeroso potrebbe riuscire a gestire con profitto anche qualche ulteriore alloro ed è proprio in questo senso che interverrà la dirigenza istituendo un titolo secondario chiamato Indipendent Heavyweight ed idealmente destinato ai lottatori emergenti. Gli albi d’oro FMW tramandano un torneo ad otto lottatori per l’incoronazione del primo campione, svoltosi l’8 gennaio 1996 e vinto da Kanemura sconfiggendo in finale Masato Tanaka. Sfortunatamente non mi è stato possibile trovare traccia di questa competizione e dello spettacolo nella quale venne inserita, tanto da rendere legittimo il sospetto di un torneo fantasma stile WCW. In verità ho scovato un’anomala pausa di tre giorni fra lo spettacolo del 7 e quello del 10 gennaio, circostanza insolita per un tour nel quale si combatteva anche ogni ventiquattro ore e che quindi potrebbe rendere plausibile l’effettiva esistenza della competizione, celata esclusivamente per via di una card persa negli anni. Tenendo conto che non esiste alcun valido motivo che possa aver spinto la FMW ad inventarsi un torneo quando avrebbe potuto svolgerlo facilmente e senza alcun tipo di problema, tenderei quindi ad escludere l’ipotesi farsa riservandomi ulteriori ricerche nel prossimo futuro. Registrato l’ottimo riscontro ottenuto dai recenti street fight match, Arai e colleghi stabiliscono di poter accelerare ulteriormente il tasso di violenza riportando sui ring della federazione i gloriosi deathmatch ed inserendoli nella faida principale, fra FMW e W*ING. Il 10 gennaio 1996, di fronte ai 3100 spettatori accorsi al parco Koen di Chiba, Matsunaga, Kanemura e Hido sconfiggono Hayabusa, Tanaka e Nakagawa in uno spettacolare e drammatico Double Hell No Rope Barbed Wire Spider Net Barbed Wire deathmatch, brutale incontro caratterizzato dalla presenza di pericolose “reti” di filo spinato a bordo ring. Protagonista indiscusso della battaglia è il lottatore mascherato che approfitta di una scala per mettere in mostra le proprie manovre volanti strappando ammirazione e stupore dal cuore della folla. A turno ogni partecipante deve fare i conti con l’accuminato barbed wire, brindando con una copiosa quantità di sangue al ritorno del wrestling estremo in FMW. A pagare le conseguenze più care della violenta lotta è ancora una volta il buon Eiji Ezaki che, già duramente provato dall’usura di uno stile tanto spettacolare quanto rischioso, si procura ferite talmente profonde da rendere necessario il ricovero ospedaliero con annessa degenza e conseguente stop di circa cinque mesi. Un prezzo salato che farà riflettere parecchio la dirigenza riguardo all’opportunità o meno di proseguire con i deathmatch, soprattutto coinvolgendo atleti di primo piano dei quali la federazione ha assoluto bisogno. La primavera porterà con sé due importanti spettacoli e la prospettiva di affrontarli con un roster menomato non va presa neppure in considerazione… sfortuna vuole che proprio a pochi giorni di distanza dalla perdita di Hayabusa, un’altra ferale notizia funesti il carrozzone FMW: l’infermeria dovrà prendersi cura anche di The Gladiator causa un fastidioso infortunio al ginocchio che, vista la mole del lottatore, rischia di aggravarsi notevolmente se trascurato. Facile immaginare lo scoramento di Shoichi Arai, capace di risollevare la federazione da un periodo nero, ma al tempo stesso accompagnato da un’incredibile malasorte. Senza il campione assoluto ed il suo principale sfidante, nonché simbolo della FMW, sarà nuovamente necessario correre ai ripari. Senza possibilità di errore. Nella
prossima puntanta scopriremo le contromisure ideate dal team dirigenziale ed
assiteremo al primo grosso spettacolo del nuovo anno. Non mancheranno
interessanti sorprese, con graditi ritorni e lottatori in grado di ritornare
in auge dopo un periodo vissuto ai margini. A
presto!
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