Storia della FMW

Parte 15

 

Nelle righe conclusive della scorsa puntata abbiamo lasciato la nostra federazione preferita alle prese con una situazione tanto sfortunata quanto spigolosa. Dopo essere riuscita a risollevare il capo da un periodo nero come la pece, dal cielo sono inesorabilmente piovuti gli infortuni delle punte di diamante Hayabusa e The Gladiator (fra l’altro campione assoluto in carica). L’operosità è da sempre una caratteristica stereotipata del popolo nipponico ed è quindi semplice immaginare lo spazio temporale concesso ai piagnistei, rapidamente cancellato in favore dell’inizio dei lavori atti a far fronte e rendere indolori le due prestigiose assenze. Banco di prova per il decisivo ricontro col pubblico sarà il tour organizzato attraverso il mese di febbraio, nella speranza di riuscire a confermare i buoni risultati del recente passato costruendo contemporaneamente delle solide basi per gli importanti spettacoli annunciati a breve.

Cardini delle quattro date sono un grande classico, la lotta fra stable con protagoniste FMW e W*ING, e soprattutto una nuova storia allestita per l’occasione con la lotta di Masato Tanaka impegnato a dimostrare di essere un degno sostituto di Hayabusa. Menzione speciale meritano anche i campioni di coppia Super Leather e Jason The Terrible, impiegati con profitto e vittoriosi in ben due main event che vedevano in palio gli allori di categoria.

La risposta in fatto di presenze ed incassi è decorosa e perfettamente in linea con i risultati conseguiti prima della defezione di Hayabusa e The Gladiator. I primi passi della FMW nel 1996 sono, nonostante tutto, mossi nella giusta direzione. La data conclusiva del tour organizzata nel tempio meglio noto come Korakuen Hall garantisce un sold out che regala sorrisi e suona come l’ennesimo attestato di stima del pubblico di Tokyo nei confronti dei propri beniamini: “in ogni frangente potrete sempre contare sul nostro sostegno” sembrano affermare perentoriamente gli effervescenti 2150 spettatori equamente divisi fra balconata e gradinate della storica arena capitolina.

Di seguito la card offerta per la serata:

1) Combat Toyoda batte Aki Kanbayashi (in 4 minuti e 50)

Apertura col botto grazie alla presenza della campionessa femminile in carica capace di asfaltare letteralmente la malcapitata rivale senza sforzo alcuno. Strapparle dalla vita il titolo iridato sembra ogni giorno di più un’irrealizzabile utopia… soprattutto tenendo conto della differenza di stazza che vede la Toyoda in netto vantaggio rispetto al resto della divisione

2) Katsutoshi Niiyama sconfigge Hideki Hosaka (in 9 minuti e 30)

Esordio in singolo per entrambi gli atleti, in questo tour impiegati esclusivamente in contese a squadre. Il rappresentante della FMW piega l’avversario W*ING dopo il classico match equilibrato fra lottatori secondari.


3) Koji Nakagawa & The Shooter battono TAKA Michinoku & Shoichi Funaki quando Nakagawa schiena TAKA (dopo 10 minuti e 57)

Gli ospiti sono come il pesce, dopo tre giorni puzzano… ed infatti i due spettacolari lottatori in trasferta dalla Michinoku Pro vengono finalmente sconfitti dalla rappresentanza “autoctona” dopo aver trionfato in tutte le precedenti date di febbraio.

4) Megumi Kudo & Yukari Ishikura & Kaori Nakayama battono Shark Tsuchiya & Crusher Maedomari & Bad Nurse Nakamura quando Kudo schiena Nakamura (in 17 minuti e 47)

L’eronia della divisione femminile conclude il mese di febbraio con un postivo score di 3 vittorie ed una sola sconfitta attestandosi a rivale più credibile per il titolo detenuto da Combat Toyoda. Per il resto l’incontro si risolve nella consueta sfida fra un team heel improntato al brawling ed alle scorrettezze nei confronti dell’alleanza face corretta e spettacolare.


5) Horace Boulder ha la meglio su Jason the Terrible (dopo 12 minuti e 05) in un Coffin Death Match

Interessante variante nel panorama degli incontri a stipulazione speciale che vede la disputa di un incontro noto ai fan WWF/E come “Casket Match”. L’atmosfera non ricalca minimamente quella delle storiche battagli con protagonista l’Undertaker, ma il pubblico nipponico apprezza comunque l’originalità della proposta. Lo spietato protagonista di “Venerdì 13”, campione di coppia ed imbattuto nel corso del tour, si batte con la consueta determinazione cadendo però sotto i potenti colpi del nipote di Hulk Hogan. Il mostro finisce rinchiuso all’interno della bara e conseguentemente ridimensionato nell’ottica dei futuri title match.


6) FMW Brass Knuckles Heavyweight Championship Match: Super Leather batte Hisakatsu Oya (in 12 minuti e 01) diventando il nuovo campione assoluto

Il folle assassino di “Non Aprite Quella Porta” ottiene l’opportunità di riunire sotto il proprio controllo l’alloro di coppia e quello Brass Knuckles ed approfittando dell’assenza del legittimo campione in carica raggiunge l’obiettivo con relativa semplicità. Brutta prestazione da parte di Oya che, fattosi carico della responsabilità di difendere il titolo al posto dell’amico The Gladiator, viene piegato senza opporre sufficenti resistenze. Super Leather entra così nella ristretta cerchia dei Double Crown Champion, vantando addirittura il credito ancora più esclusivo di aver detenuto entrambi gli allori contemporaneamente.


7) Masato Tanaka & Ricky Fuji & Tetsuhiro Kuroda sconfiggono Mitsuhiro Matsunaga & W*ING Kanemura & Hido quando Tanaka schiena Kanemura (dopo 10 minuti e 50) in un War Games Cage Match

Una delle stipulazioni speciali più famose negli Stati Uniti sbarca per la prima volta nella federazione di Soichi Arai per mettere nuovamente l’una di fronte all’altra le stable FMW e W*ING. Al fine di regalare un tocco originale all’incontro, sulle pareti della gabbiavengono lasciate alcune manette in modo che si possibile bloccarvi i propri avversari rendendoli inoffensivi. Masato Tanaka si dimostra pienamente all’altezza del ruolo di nuovo leader per il gruppo face e suggella la strepitosa prestazione con una violenta Roaring Elbow che inchioda Kanemura al tappeto per il decisivo conto di tre.

La W*ING è in ginocchio e per la FMW sembra finalmente arrivato il momento di festeggiare il meritato e definitvo trionfo, reso ancora più entusiasmante dal fatto di essere stato ottenuto dovendo far fronte all’assenza di una pedina del calibro di Hayabusa. Sfortunatamente per i beniamini del pubblico le celebrazioni al centro del quadrato vengono interrotte prima di cominciare: il ritorno di un fantasma dal passato della federazione rompe infatti le uova nel paniere FMW e pone Tanaka e compagni di fronte ad una serissima minaccia. Victor Quinones, abbandonata la IWA Japan per questioni economiche (relative ad un mancato pagamento), appare a sorpresa subito dopo il suono della campana prendendo controllo del ring grazie ai monumentali Headhunters. L’Armata di Porto Rico è nuovamente sul campo di battaglia!

Dopo la fine del tour di febbraio, Arai ed il consiglio direttivo concedono ai propri dipendenti circa due settimane di pausa dagli spettacoli in attesa di riprendere l’attività con l’importantissimo appuntamento organizzato a Sapporo.

La sede prescelta è un capiente palazzo dello sport che, per evitare brutte figure, sarà obbligatorio riempire in maniera considerevole. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno quota cinquemila spettatori, ma per ottenere un simile risultato è evidente che non sarà sufficiente puntare sulla qualità della card. Serve in poche parole il fumo con cui contornare l’abituale arrosto… e che fumo! Si parte in sordina, con l’annuncio di un nuovo comeback a sorpresa, per poi proseguire in un crescendo che passa dalle anticipazioni sugli incontri (dove spicca un deathmatch fra Mr.Pogo e Matsunaga) e dal ritorno di The Gladiator fino al vero e proprio asso nella manica della FMW: la presenza di Atsushi Onita nell’arena a più di dieci mesi di distanza dall’ultima apparizione.

Il lavoro del team presieduto da Arai viene premiato ancora una volta con il pubblico di Sapporo che risponde presente facendo registrare la vendita di 5.500 tagliandi. Lo spettacolo si attesta su ottimi livelli, forte di un solido undercard su cui poggiano gli interessantissimi incontri finali. Degni di menzione sono sicuramente il Marathon match (aka Iron Man, per i fans WWE) finito in pareggio tra due team femminili, il sopraccitato deathmatch vinto da Mister Pogo, la legittimazione di Super Leather quale campione assoluto sconfiggendo un ancora claudicante Gladiator e soprattutto il main event dove il mistery man si rivela essere Shoji Nakamaki, anch’egli migrato dalla IWA Japan, che si allea ai discepoli di Quinones ottenendo la vittoria insieme all’Headhunter A ai danni di Tanaka e Nakagawa. Terminata la battaglia, Mister Pogo irrompe sul quadrato unendo le proprie forze all’Armata di Porto Rico ed “impiccando” Tanaka dalla terza corda con una catena. Il pubblico, furibondo, esige il riscatto dei propri idoli e reclama l’intervento dell’unico uomo in grado di risolvere la situazione. Nell’arena si diffonde il potente coro che per anni aveva permeato ogni main event di ogni spettacolo FMW… “O-NI-TA! O-NI-TA!”. Atsushi non si fa pregare e, seguito dai lottatori W*ING, si lancia di corsa fuori dal backstage nel tripudio generale. Brandendo un pezzo dell’asse di un tavolo fracassato pulisce il ring assestando violenti colpi ai malefici rivali e quindi concede un monologo fiume al microfono: l’eroe dichiara aperta la guerra fra FMW e Porto Rican Army, annunciando la prima vera sfida fra i due gruppi nell’imminente spettacolo del 5 maggio al Kawasaki Stadium… unitamente alla sua presenza per quella serata in qualità di spettatore.

Tutto quel che accade nei tre mesi che separano la federazione dallo spettacolo più prestigioso dell’anno è mero build up, antipasto del gustoso piatto che verrà servito in quel di Tokyo. A livello di show (sedici da marzo a maggio) si segnalano presenze in crescita, con una media di più di duemila biglietti ad evento; si delineano gli opposti schieramenti, cambia qualche titolo e scoppiano le prime scaramuccie. Super Leather tradisce Jason The Terrible e si allea all’Armata Portoricana permettendo agli Heahunter di diventare i nuovi campioni di coppia, parallelamente la W*ING e la FMW stringono una sorta di alleanza anti Quinones. Della partita fa parte anche Hayabusa, che appare alla Korakuen Hall per subire un pestaggio da parte dei malvagi ed annunciare il proprio ritorno in azione nello spettacolo del 5 maggio.

Il ritorno del fu manager di Mister Pogo porta anche a qualche cambiamento nella struttura dirigenziale. Victor affianca Riuji Ito nel lavoro del booking ed ottiene contemporaneamente l’incarico di procacciare nuovi talenti stranieri. Inoltre Niijama perde il posto di road agent in favore di Koji Nakagawa subendo anche un’ulteriore declassamento per quanto riguarda l’attività di lottatore. Non è dato sapere il motivo di questa spiacevole situazione; forse inviso a Quinones o forse semplicemente ritenuto non più all’altezza delle proprie responsabilità, Katsutoshi finisce ai margini mentre i nuovi arrivati ed il redivivo Mister Pogo occupano un ruolo sempre più importante e centrale. Nulla di epocale, non cambia un’era e non ne inizia una nuova, ma è indubbio come il rimpasto dovuto al rientro di Quinones abbia apportato leggere modifiche nella rotta della federazione. Rimangono solide le base della gestione Arai, ma con un occhio aperto anche verso il passato FMW in cui regnavano incontri estremi e personaggi carismatici.

Mano a mano che ci si avvicina alla data di Tokyo viene leggermente sfilato il mantello protettivo intorno alla card dello show che, dettaglio finora inedito per la federazione, vanterà ben tre incontri accreditati come main event. Primo fra questi un barbed wire deathmatch fra la leggenda mondiale dell’hardcore wrestling Abdullah The Butcher ed uno dei suoi più degni eredi Mitshuhiro Matsunaga. Scontro che si preannuncia letteralmente all’ultimo sangue e che non mancherà di catturare il pubblico nipponico, affezzionatissimo al personaggio del “macellaio”. La seconda contesa pare già pronta ad entrare nella storia: si tratta infatti del primo no rope exploding barbed wire deathmatch femminile mai combattuto sul globo terrestre. Protegoniste le due icone della divisione women FMW, Megumi Kudo e Combat Toyoda con quest’ultima decisa a ritirarsi dal mondo del wrestling dopo il match. Aggiungete il pizzico di sale offerto gentilmente da Onita, impegnatosi in prima linea per convincere le due atlete dell’eccessiva pericolosità della stipulazione ed avrete la ricetta di una battaglia storica dato che entrambe le ragazze preferiscono ignorare coraggiosamente i moniti dell’icona vivente.

Terzo ed ultimo main event è ovviamente la sfida fra FMW ed Armata Portoricana, giunta all’apice tramite un deathmatch di coppia che coinvolge Tanaka ed Hayabusa da una parte e Mister Pogo unitamente ad un mistery partner dall’altra. Posta in palio una borsa da duecentomila dollari garantita al 50% dai due gruppi con Atsushi Onita che contribuisce alla parte dei face organizzando un’asta intorno alla giacca da riscaldamento indossata prima del suo match di ritiro.

Tre main event e altrettanti deathmatch per il primo spettacolo al Kawasaki Stadium organizzato senza la presenza di Onita in qualità di lottatore attivo. Le premesse disegnano una federazione ben decisa a soddisfare il proprio pubblico portando in scena uno spettacolo in pieno stile FMW.

Il cinque maggio è ormai alle porte!

La prossima puntata della nostra storia sarà interamente dedicata allo show del Kawasaki Stadium. Essendo uno spettacolo molto noto al pubblico italiano (il primo e per molto tempo il solo FMW a circolare anni fa nel circuito vhs nostrano), in molti fra voi lettori avranno notato un’incongruenza fra i main event annunciati e quelli effettivamente svolti… l’edizione numero 16 non mancherà di svelarvi il perché!

Alla prosssima!