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Storia della FMW Parte 3 Una lunghissima, ma come vuole l’usanza nipponica anche silenziosa ed ordinata coda di persone serpeggia in direzione dell’ingresso dello Shiodome di Tokyo. I posti a disposizione sono solo tremila e probabilmente molti dei presenti torneranno a casa delusi, senza il prezioso tagliando per la serata. Noi fortunatamente non abbiamo questo problema e possiamo, anche se solo idealmente, sederci in prima fila per assistere ad uno degli incontri fondamentali per la storia del nostro sport preferito. E’ il 4 agosto 1990 quando, dopo un’ottima card di contorno, Tarzan Goto ed Atsushi Onita salgono sul ring per darsi battaglia nel primo no rope explosive barbed wire deathmatch combattuto al mondo. Le corde che circondavano il quadrato sono state completamente rimosse e quindi sostituite da un acuminato filo spinato sul quale sono installate piccole cariche esplosive, pronte a brillare al primo contatto. Una stipulazione al di là di ogni immaginazione che coinvolge il pubblico sin dal primo istante: basta che i due lottatori si trovino in prossimità del barbed wire per sentire un lungo “ooohhh” alzarsi dalla platea… la tensione è al massimo e, quando viene rotta dalla prima esplosione, tutti i presenti si rendono conto di aver ottimamente investito i soldi del biglietto. Il match si risolve in un autentico bagno di sangue con Onita che riesce ad avere ragione di Goto solo dopo aver impiegato diverse volte le sue tecniche migliori, per vincere saranno necessarie infatti ben tre Thunder Fire Powerbombs intervallate da due Jumping DDT. Grazie all’invenzione dell’explosive barbed wire deathmatch, la FMW scriverà alcune delle migliori pagine della sua storia entrando nella leggenda ed impressionando tanto i fan del wrestling quanto l’opinione pubblica in generale. Dal 4 agosto 1990 il wrestling ha guadagnato campo, dimostrando di potersi muovere senza problemi anche in territori estremi: dopo la prova di Onita e Goto, nulla si può considerare impossibile e le tante stipulazioni speciali che conosciamo oggi sono senz’ombra di dubbio figlie di questo brutale main event. Incamerato l’ennesimo successo, la dirigenza decide di concedere una pausa alla FMW gettandosi però a capo fitto nell’organizzazione dello show che sancirà il primo anno di attività della federazione, previsto per il mese di novembre. Onita approfitta del periodo di inattività sul ring per partire alla volta di Porto Rico dove discutere con la locale World Wrestling Council di un possibile scambio di talenti, altro obiettivo dichiarato è quello di costruire una rivalità con uno dei lottatori autoctoni da portare in seguito anche in terra nipponica… sfortunatamente il tutto si risolverà con una delle più grandi cadute di stile nella carriera di Onita. Andiamo con ordine. Circa due anni prima, mentre si trovava sull’isola per lavorare con la WWC, il leggendario Bruiser Brody era stato accoltellato a morte negli spogliatoi di un’arena. Responsabile dell’omicidio un certo Jose Gonzales, meglio noto come Invader #1, stella locale e membro di spicco nella dirigenza della federazione portoricana. Personaggio estremamente influente, uscì dalla storia senza guai giudiziari grazie ad una fantasiosa legittima difesa permessa dalla mancata testimonianza dei lottatori presenti, molti dei quali intimoriti dalle minacce ricevute. Già il solo fatto di collaborare con un individuo di questo livello rappresenterebbe una caduta di stile non indifferente, ma il buon Onita riesce ad andare oltre. Il nostro decide infatti di creare una storyline per vendicare Brody: durante la riunione scoppia una furibonda rissa con Atsushi che viene attaccato da una serie di lottatori, tra i quali Invader #1, finendo con l’avere la peggio. I fotografi presenti lo ritraggono a terra, sanguinante dalla fronte e dal petto come se fosse stato accoltellato. Follia pura. Traduzioni frettolose ci hanno regalato la leggenda metropolitana secondo la quale Atsushi rischiò di morire in seguito alla ferita riportata. In realtà, a parte il fatto che nemmeno si trattò di vera coltellata, l’angle si tradusse in una situazione tragicomica: immaginate Onita ed il suo seguito di giornalisti nipponici correre da un ospedale all’altro alla ricerca di un medico disposto a suturare la ferita ad uso e consumo delle macchine fotografiche incontrando però solo una lunga serie di rifiuti. Il taglio era troppo leggero per essere suturato. La carovana con gli occhi a mandorla è comunque determinata a raggiungere il proprio obiettivo e finisce per convincere un medico, probabilmente dietro il pagamento di una piccola mancia. Onita ottiene i suoi punti ed i giornalisti le loro fotografie registrando le dichiarazioni del nostro che accusa Invader #1 di aver tentato di ucciderlo. La spedizione a Porto Rico dovrebbe concludersi il giorno successivo, ma Atsushi smarrisce il proprio passaporto poco prima dell’imbarco. Costretto a rimanere sull’isola, ne approfitta per trasformare la propria sbadataggine in angle: sostiene infatti che qualcuno gli abbia sottratto l’importante documento per impedirgli di partire e quindi attaccarlo nuovamente. In realtà non accade nulla di particolare ed ottenuto il nuovo passaporto dal consolato giapponese di New York, Onita può finalmente tornare in patria. Nonostante la rocambolesca esperienza portoricana, la FMW decide comunque di portare avanti la storia proposta da Onita invitando Josè Gonzales per il main event dello spettacolo di novembre alla Sumo Hall di Tokyo. L’opinione pubblica giapponese insorge indignata e moltissimi sostenitori della federazione si preparano a boicottare lo show. Brody era molto amato nel paese del Sol Levante e la presenza del suo assassino non può essere tollerata. La situazione viene risolta dai proprietari della Sumo Hall che vietano di concedere la loro arena per lo spettacolo, non tanto per la questione Invader quanto perché contrari allo stile violento e sanguinario della FMW. L’inatteso contrattempo rischia di far slittare lo show, ma a conti fatti salva la federazione in un momento di difficoltà e le concede il tempo necessario per un esame di coscienza. Onita e soci si rendono conto di aver passato il segno ed il programma con Gonzales viene cassato. Il primo anniversario FMW viene in seguito spostato alla Komazawa Olympic Gym e fissato per il 5 novembre 1990. Il booking di Invader #1 viene preso da Mister Pogo, uno dei lottatori WWC che attaccarono Onita a Porto Rico. Heel crudele e spietato, con viso pitturato e pantaloni militari, diventerà un’icona del puroresu estremo lasciando dietro di sé una scia di sangue ed urla strazianti. Il giorno dello show, nonostante tutte le polemiche dei mesi precedenti, la FMW riesce a radunare la bellezza di 7352 spettatori paganti registrando il record assoluto per una federazione indipendente. Di seguito gli incontri previsti per la serata con i relativi risultati:
Atsushi si presenta sul ring con il titolo WWA Brass Knuckes Heavyweight, vinto nel gennaio del 1990 contro Beast the Barbarian e difeso precedentemente solo nel marzo dello stesso anno, sempre contro l’ex campione. Oggi può sembrare strano dato che siamo abituati a vedere gli allori difesi quasi settimanalmente, ma all’epoca il wrestling funzionava in maniera differente. Gli incontri per il titolo erano un evento raro, speciale e per questo attesissimo con un positivo ritorno di immagine e valore per le varie cinture. Mister Pogo è accompagnato verso il quadrato dal manager Victor Quinones, anch’egli destinato ad un futuro importante nel panorama del puroresu indipendente, ma anche a subire da Onita un poderoso piledriver attraverso un tavolo durante la contesa. Il main event si risolve come previsto con un copioso spargimento di sangue con Atsushi in grado di confermarsi campione inchiodando l’avversario al suolo per un conto di dieci. Finita la battaglia, Onita vuole tributare il proprio rispetto al rivale sconfitto, ma Mister Pogo rifiuta categoricamente la stretta di mano ed abbandona il ring. E’ la nascita di uno dei feud più brutali e famosi nella storia del wrestling. Archiviato un ottimo 1990, la FMW può brindare al nuovo anno con motivato ottimismo. Il personaggio di Onita ottiene un riscontro grandioso col pubblico mentre lo stile improntato sui deathmatch ha caratterizzato al meglio la federazione, dandole un’identità e permettendole di conquistare il proprio spazio nel mondo del puroresu. Al di là delle stipulazioni speciali e dei bagni di sangue, una delle idee che hanno funzionato meglio nel corso degli ultimi dodici mesi è sicuramente quella di opporre Onita ad “invasori” stranieri. Tra i tanti volti più o meno noti a cui tocca questo ruolo non possiamo non citare Gregory Veritchev, medaglia di bronzo nel Judo alle Olimpiadi 1988 per la nazionale sovietica che riuscirà addirittura a sconfiggere Onita per la cintura assoluta WWA modificandone quindi il nome in Martial Arts Title. Proseguendo il discorso gaijn, risulta particolarmente interessante la storia dietro a The Gladiator, gimmick inventata proprio dalla FMW per essere affidata ad un big man statunitense. Il lottatore designato per questo personaggio è inizialmente Al Greene che però, dopo aver accettato l’offerta, fa marcia indietro accettando la chiamata della WCW. Al suo posto arriva così una seconda scelta, Mike Awesome. Inutile dire che quest’ultimo lascerà un’importantissima traccia del proprio passaggio in FMW, tanto da essere considerato di frequente come il migliore gaijin nella storia della federazione. Chissà se le cose sarebbero andate diversamente con Greene… Contemporaneamente a The Gladiator arrivano in Giappone anche Big Titan ed Horace Boulder (cugino di Awesome e nipote dell’immortale Hulk Hogan): entrambi ottimi acquisti che garantiscono un’ulteriore ventata di internazionalità alla FMW. La rivincita fra Onita e Mister Pogo, subito alleatosi con i nuovi stranieri, viene fissata per il 6 maggio 1991 in uno spettacolo all’aperto nella città di Osaka. La stipulazione annunciata per la contesa è ancora una volta una novità: double hell deathmatch. Due lati opposti del ring vengono privati completamente delle corde mentre a ridosso dell’apron ring rimasto scoperto è disposto del filo spinato con annesse cariche esplosive. Immaginate da soli cosa può succedere al lottatore che cade fuori dal quadrato… Atsushi riesce ancora una volta ad avere la meglio sull’avversario, a costo però di una serie di profonde ferite che rendono l’incontro più sanguinolento che mai. Le esplosioni non deludono ed i 7.783 spettatori presenti (nuovo record a distanza di soli 6 mesi dal precedente) tornano ancora una volta soddisfatti alle loro abitazioni. La FMW ormai è una garanzia di qualità ed emozioni. Finisce
così, con l’ennesimo successo, la terza puntata sulla storia della FMW.
Nella prossima edizione vedremo Onita raccogliere i frutti della favorevole
situazione e si parlerà anche di nuove stipulazioni. Non sarà comunque
rose e fiori dato che i nostri beniamini si troveranno di fronte alle prime
grosse difficoltà della loro avventura. Alla
prossima!
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