Storia della FMW

Parte 5

 

 

Hyogo Sanda City. E’ il 6 maggio 1992 quando circa cinquemila spettatori si radunano in uno spiazzo all’aperto per assistere ad una breve card targata FMW. Attrattiva principale della serata è senz’ombra di dubbio l’attesissimo main event che metterà a confronto gli attuali campioni WWA Brass Knuckles Tag Team e beniamini del pubblico, Tarzan Goto ed Atsushi Onita, con i due spietati carnefici stranieri da poco entrati a far parte della federazione, The Sheik e Sabu.

Terminati i match di contorno, gli addetti iniziano ad allestire il ring per la nuova stipulazione speciale che debutterà durante l’ultimo incontro previsto per la serata.  Le corde del ring vengono rimosse e sostituite con l’ormai classico filo spinato, intorno al quale vengono arrotolati dodici lunghi stracci (tre per lato), successivamente imbevuti di un liquido che solo le persone sedute nelle primissime file riescono ad identificare…cherosene.

L’oscurità inizia a calare e gli addetti si allontanano rapidamente, salvo riapparire una manciata di secondi più tardi brandendo lunghe torce le cui fiamme risaltano brillanti. Il rumoreggiare dei presenti si fa nervoso, ormai tutti hanno capito cosa succederà di lì a poco. Le due coppie si affronteranno nel primo Fire deathmatch della storia!!

Parte “Wild Thing”, Onita e Goto escono dagli spogliatoi e si dirigono sospettosi verso il quadrato mentre la folla li acclama. Nemmeno il tempo di rendersi conto della situazione che The Sheik e Sabu li raggiungono a passo spedito. Lo sceicco tiene in mano una piccola torcia e si diverte a giocare con la fiamma con lo scopo di provocare i due rivali.

Ora tutti e quattro i lottatori si trovano sul ring e si controllano a vicenda con sguardi nervosi. Partono i primi colpi, ma servono più a scaricare la propria tensione che non a mettere in difficoltà l’avversario. E’ arrivato il momento: gli addetti avvicinano le torcie agli stracci ed il boato del pubblico si alza mentre le fiamme accerchiano i quattro combattenti nel quadrato. Succede tutto in un attimo. Improvviso ed inaspettato, il vento inizia a battere lo spiazzo. Le fiamme crescono. Crescono. Crescono. Crescono ancora. I lottatori, confusi dal fumo e minacciati dal fuoco, prendono l’unica via di fuga possibile ed abbandonano il ring scivolando rapidamente dall’apron. Il match si sposta in mezzo al pubblico, ma nessuno dei quattro sembra in grado di proseguire la contesa: The Sheik prova a risolvere la situazione tirando una fireball sul volto di Onita, l’arbitro interviene e dichiara concluso l’incontro. No Contest dopo una manciata di minuti con gli addetti che intervengono, estintori alla mano, per bloccare il vero e proprio incendio divampato sul ring.

Il bollettino medico del match è pesantissimo, soprattutto per The Sheik che a oltre settanta anni si trova ricoverato in ospedale rischiando la vita con un’intossicazione causata dal fumo inalato ed ustioni di terzo grado.

 

Pubblico deluso e lottatori che rischiano seriamente di morire. L’idea di dar vita ad un nuovo deathmatch meno costoso dell’exploding barbed wire, ma altrettanto spettacolare si conclude con un completo fallimento. Il fuoco si dimostra un elemento troppo difficile da controllare e la FMW abbandona il progetto cercando comunque nuove strade da battere nel mondo del wrestling estremo.

Il testimone del Fire deathmatch viene raccolto dalla rivale W*ING che, rielaborandolo, lo riproprone con successo nel corso dello stesso anno mettendo di fronte i due ex FMW Matsunaga e Mister Pogo (che si affronteranno in una stipulazione simile anche nella finale del king of deathmatch Big Japan nel 1998).

L’utilizzo del fuoco rimane comunque una delle pratiche più pericolose nella storia del wrestling, tanto che frequenti saranno ancora gli incidenti: nel 1993, sempre alla W*ING, Jado eseguirà una powerbomb su Kanemura mandandolo a cadere in mezzo alle fiamme e provocandogli gravi ustioni sul 75% del corpo; mentre nel 2000 l’ennesimo fire incident capiterà durante uno spettacolo BJPW (forse la federazione che meglio ha saputo gestire questa gimmick) quando Shadow WX, cosparsosi il petto di liquido infiammabile, eseguirà una splash dal paletto su Mike Samples subendo le conseguenze del ritorno di fiamma e trasformandosi in una torcia umana.

 

Archiviato il fallimento del fire deathmatch, la FMW unisce le forze con la WWA (federazione della quale difendeva già le cinture) per organizzare un piccolo tour in America. Il 15 maggio 1992 si combatte a Tijuana, in Messico, mentre il giorno successivo la carovana si sposta fino a Los Angeles con la federazione di Onita che per la prima volta mette piede in terra statunitense.

Nel corso dei due spettacoli emergono in particolar modo due giovani lottatori dei quali abbiamo già parlato nella scorsa puntata della nostra storia: Masashi Honda ed Eiji Ezaki. Entrambi mettono in luce enorme talento e grandi potenzialità che, come scopriremo su queste pagine, riusciranno a far fruttare al meglio negli anni a venire.  Honda (che di ritorno dal tour inizierà ad interpretare la gimmick di Mr.Gannosuke) adotta uno stile abbastanza classico, basato su di una ben miscelata commistione fra tecnica, brawling e potenza abbinanta ad una forte personalità. Ezaki al contrario dimostra di trovarsi estremamente a proprio agio con lo spettacolare stile della lucha libre risquotendo parecchi applausi e consensi da parte del pubblico americano.

 

Ritornata in patria, la FMW organizza immediatamente uno spettacolo nella capitale per il 24 maggio. La serata culmierà con il main event fra Onita e l’ex campione mondiale di boxe Leon Spinks, il quale, entrato a far parte della federazione solo da pochi mesi, poteva già vantare un’importante vittoria contro Tarzan Goto.

Mettere di fronte Atsushi ad un non-wrestler si rivela un’idea piuttosto traballante. Spinks non è assolutamente in grado di muoversi correttamente sul quadrato e tantomeno di condurre un incontro, mentre Onita (forse più per ragione di stile che non prettamente tecniche) evidenzia ancora di più queste carenze essendo un pessimo avversario da affiancare ad un novizio. La contesa che ne deriva si candida di diritto alla palma di peggior match nella storia della federazione, ma al tempo stesso porta una buona copertura mediatica e soprattutto permette ad Atsushi di sconfiggere un nome di grosso calibro negli sport da combattimento acquistando parecchia credibilità.

 

Nonostante le premesse di questi primi anni di attività, anche il regno di Onita in qualità di campione assoluto non è destinato a durare in eterno. La data fatidica è quella del 25 giugno 1992, quando al Nakajiama Sport Center di Sapporo The Sheik (ripresosi dal Fire deathmatch) conquista la cintura davanti a più di 6.000 spettatori.

Lo zio di Sabu, dall’alto dei suoi 66 anni, diventa il campione dei pesi massimi più anziano in tutta la storia del wrestling, ma ovviamente la sua non è una vittoria pulita: fondamentale è infatti l’aiuto ricevuto dal perfido Tiger Jeet Singh che debutta in FMW attaccando Onita con la sua famigerata spada. Atsushi combatte ancora una volta con tutto il coraggio e la determinazione di cui dispone, ma dopo la bellezza di due fire ball al volto è costretto a capitolare.

The Sheik, appagato dalla vittoria, si rende conto di non poter garantire all’alloro appena conquistato adeguate difese e, pur di non vederlo tornare intorno alla vita di Onita, lo regala a Tiger Jeet Singh come ricompensa per l’aiuto ricevuto.

Arriviamo così al 30 giugno quando il nuovo campione concede una rivincita ad Atsushi in un nuovo incontro a stipulazione speciale che, se nulla aggiungerà in fatto di wrestling estremo, darà il la all’aspetto tragicomico della disciplina battendo un percorso in seguito sviluppato largamente dalla BJPW. Il title match sarà infatti un Jungle deathmatch con i due lottatori a darsi battaglia (sotto la pioggia e senza pubblico) su di un No Rope Exploding Barbed Wire ring posto in mezzo alla giungla di Ganryujima. Per la cronaca, la mediocre contesa si conclude con la vittoria del campione in carica grazie agli aiuti esterni di Sabu e con Onita stremato al centro del quadrato dopo aver subito tutti i colpi più duri del match.

La rivincita non tarderà comunque ad arrivare. Il 19 settembre Atsushi riconquista l’alloro WWA Martial Arts inchiodando Singh al tappeto con la sua Thunder Fire Powerbomb dopo un classico deathmatch a base di filo spinato esplosivo. Lo spettacolo in questione si svolge nel gigantesco Yokohama Stadium ed attira circa 30.000 spettatori… un risultato considerevole che però non soddisfa la federazione, soprattutto in ragione dei grossi e costosi nomi presenti nella card (tra i quali anche le due stelle della All Japan Women Bull Nakano e Akira Hokuto).

 

Il 20 novembre 1992 parte la seconda edizione del torneo tag team che terminerà il giorno 9 del mese successivo nella palestra della prefettura di Osaka. La vittoria in finale sorride al duo formato dall’onnipresente Onita e da Gregory Veritchev ai danni di Tarzan Goto e Big Titan (entrambi protagonisti di brevissimi regni come campioni assoluti nel corso dell’anno).

Durante i festeggiamenti per l’ennesimo successo, Onita lascia la palestra seguito dal pubblico in visibilio e, una volta giunto in mezzo al vicino ponte, non trova di meglio da fare che gettarsi allegramente nel fiume sottostante. Una bravata che costerà cara. Le acque putride ed inquinate vengono a contatto con le ferite che il nostro si era procurato nel corso del match provocandogli una grave intossicazione con tanto di ricovero d’urgenza in ospedale.

Nonostante ciò, Onita sarà nuovamente sul ring solo pochi giorni dopo l’incidente per strappare a The Sheik il titolo United States che l’anziano lottatore aveva conquistato in una piccola federazione del Michigan e che deteneva ininterrottamente dalla bellezza di otto anni. Atsushi però rifiuta a sorpresa di imposessarsi dell’alloro e lo riconsegna ad uno stupefatto The Sheik come dimostrazione di profondo rispetto per un regno tanto lungo. In seguito a questo fatto fra i due viene sotterrata l’ascia di guerra e per un breve periodo Onita e lo sceicco (unitamente a Sabu) uniranno le loro forze guardandosi le spalle a vicenda.

 

 

La prossima puntata inizierà con una barella che sfreccia attraverso il corridoio di un pronto soccorso… in vista ci sono nuovi problemi per la FMW, ma nulla che i nostri beniamini non siano in grado di superare. Assisteremo inolte a nuovi arrivi (e ritorni…) nel roster della federazione, il tutto condito dall’ennesima nuova stipulazione speciale partorita dal genio di Onita.