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Storia della FMW Parte 7 Questa volta siamo arrivati in ritardo, forse nel nostro viaggio a ritroso nel tempo fino alle gloriose stagioni della FMW abbiamo incontrato un po’ di traffico o forse un qualche altro contrattempo. Fatto sta che quando atterriamo di fronte alla Gumma Kiryu Gym lo spettacolo di Onita e soci è già terminato, seppur da pochissimi minuti. E’ il 22 novembre 1993 e non possiamo che rammaricarci per aver perso una divertente serata a base di wrestling organizzata da quella che può essere a ragione considerata la migliore federazione indipendente di sempre. Pur essendo persi nel lanciare maledizioni nella nostra testa, ci rendiamo conto che c’è qualcosa di diverso rispetto alla routine post show: il tradizionalmente ordinato pubblico nipponico lascia la palestra troppo frettolosamente rispetto al solito, nulla di esagerato, ma i passi nervosi ed i volti leggermente tirati sono la dimostrazione che tutti presenti non vedono l’ora di allontanarsi dall’edificio. Attraversando la folla controcorrente oltrepassiamo la porta d’ingresso Gumma Kiryu Gym… a quanto pare siamo comunque arrivati in tempo per assistere a qualcosa di interessante! Due energumeni, eleganti e a braccia conserte, controllano l’entrata del backstage lanciando sguardi raggelanti a chiunque si dimostri incuriosito dai rumori che provengono dalle loro spalle. Urla rabbiose, colpi sordi, imprecazioni. Inequivocabilmente all’interno degli spogliatoi è in atto una furibonda rissa degna delle migliori contese sul ring. Al tempo stesso lo stile e l’atteggiamento dei due energumeni li qualifica senza timore di smentita quali membri della terribile mafia giapponese, la Yakuza. Cosa diavolo sta succedendo? Al fine di capire la situazione, soprattutto per chi non conosce gli usi giapponesi, è necessario perdere qualche istante con un rapido discorso sui rapporti fra mafia e puroresu. Sostanzialmente buona parte delle federazioni del paese del sol levante si servono della collaborazione della Yakuza per l’organizzazione dei vari eventi; soprattutto per quanto riguarda la vendita dei biglietti e la pubblicità. In cambio, oltre ad un generico sostegno sul quale è preferibile non indagare, ai membri della mafia viene riservato un settore di posti nelle prime file. Per una questione di rispetto, tutti i lottatori sanno che nelle fasi di lotta fuori ring è assolutamente vietato combattere di fronte (ed ancora peggio in mezzo) alla zona occupata dalla Yakuza. 3 lati intorno al quadrato sono utilizzabili, uno è off limits. Sfortunatamente non tutti i lottatori sono così sensibili al problema, in primis gli stranieri che infatti vengono istruiti a dovere di volta in volta… capita però che qualcuno, vuoi per il gusto di una bravata vuoi per un semplice errore, noncurante delle disposizioni ricevute finisca con il non rispettare l’importante regola. Ed allora iniziano i guai. Durante un incontro di coppia, Sabu e The Gladiator finiscono fuori dal ring ed iniziano a darsi battaglia senza quartiere. La rissa selvaggia ed incontrollata (termine quanto mai calzante!) si sposta proprio davanti al settore riservato alla Yakuza e lì continua indispettendo i ben poco tolleranti mafiosi, decisi a reclamar vendetta una volta terminato lo spettacolo. Al suono finale della campana, scatta la rappresaglia. Gli ospiti speciali invadono il backstage e riescono a raggiungere Sabu iniziando a malmenarlo, Mike Awesome interviene e, favorito dalla stazza, riesce a liberare il collega riparando quindi entrambi all’interno di uno stanzino prontamente chiuso a chiave dall’interno. Furibondi, i membri della Yakuza tentano di sfondare la porta mentre la dirigenza FMW prova in ogni modo a riportare la calma. La situazione è ormai degenerata e solo l’arrivo di Onita riesce a riportare la calma: carismatico e rispettato tanto sul ring quanto nella vita in generale, Atsushi si scusa ufficialmente con i mafiosi tranquillizzandoli e convincendoli ad abbandonare l’arena senza vendicare l’accaduto. Alla storia non è passato il “discorso” fatto in seguito da Onita ai due gaijin, ma possiamo affermare con certezza che la lezione venne recepita… Archiviata questa folkloristica esperienza, la FMW prosegue come nulla fosse il proprio percorso nel mondo del puroresu. Strada diversa viene invece intrapresa da Eiji Ezaki e Damian, inviati nella AAA messicana per migliorare il proprio bagaglio tecnico confrontandosi con la Lucha Libre. Soprattutto il primo dei due farà tesoro dell’esperienza, passando diversi mesi all’estero e costruendosi lentamente uno stile spettacolare e personale. Senza che succedano altri eventi degni di nota, arriviamo al mese di dicembre quando la federazione annuncia un nuovo importante ingresso nel proprio parco atleti: Mitsuhiro Matsunaga! A rigor di statistica si tratterebbe di un ritorno, ma l’allievo di Aoyagi che lasciò la FMW non è nemmeno un lontano parente dell’atleta rientrato all’ovile. Nella W*ING Matsunaga è diventato una vera e propria stella, migliorando sotto ogni aspetto e conquistando la fama di maestro dell’hardcore grazie ad una lunga serie di incontri brutali. Come dimenticare il barbed wire baseball bat match nel quale proprio Mister Pogo diede fuoco alla testa di Mistsuhiro soffiandogli contro una potente fiammata? Colpo da 90 per la FMW e segnale del definitivo collasso della W*ING, ormai in piena crisi economica cortesia della fretta di crescere e dei contratti principeschi elargiti ai vari lottatori. Ufficializzato il nuovo acquisto, si presenta la questione di come utilizzarlo al meglio. Scontata è la sorte che lo aspetta: una federazione del livello della FMW deve ormai ragionare da major, quindi non può e non vuole legittimare eccessivamente un campione di un gruppo concorrente. La sconfitta in favore di Onita è per tanto già scritta e forse persino già discussa alla firma del contratto. Meno sicure sono al tempo stesso le modalità per dare massimo risalto all’evento, fissato per l’8 dicembre 1993 all’International Trade Harumi Dome della capitale. L’idea di creare una nuova stipulazione ad hoc è la più accreditata, ma, nella foga di dare ulteriore risalto al match, Onita e compagni si lasciano prendere la mano commettendo uno degli errori più classici nel mondo del wrestling. La fretta, quanto mai cattiva consigliera, ed il presunto bisogno di dover stupire ad ogni costo portano alla creazione di un incontro del tutto improponibile: il Wonder Crush deathmatch, immaginate un’enorme cupola di vetro calata stile gabbia sopra al ring e collegata con delle cariche esplosive pronte a sbriciolarla dopo un lasso di tempo prestabilito. Fortunatamente, dopo la scottatura (in ogni senso!) del Fire deathmatch, il progetto si blocca non appena giunge il momento di metterne in pratica l’attuazione. Troppo elevato il rischio per gli atleti sotto la pioggia di vetro ed eccessivi pericoli anche per il pubblico, soprattutto nelle prime file. La folle idea viene perciò cassata, ma solo dopo averla annunciata ai quattro venti per bocca dello stesso Onita con conseguente figuraccia una volta registrata la repentina marcia indietro. Nonostante ciò, lo spettacolo dell’8 dicembre risulta estremamente godibile attirando tra l’altro più di 12 mila spettatori con l’ennesimo sold out della stagione. Di seguito l’elenco dei match disputati con relativi commenti: 1) Keiko Iwami & Nurse Nakamura & Miwa Sato & Yukie Nabeno battono Michiko Omukai & Michiko Nagashima & Carol Midori & Utako Ozumi quando Sato inchioda a tappeto Omukai (in 9 minuti e 57); incontro femminile nel quale spicca la presenza della lottatrice schienata, futura stella della ARSION.
Successo dopo successo, la FMW continua ad assestarsi sempre con maggiore credito nel panorama del puroresu, tanto da potersi permettere di girare l’intera nazione in tour per tutto il corso del 1994, con brevissime pause fra una serie di spettacoli e l’altra. Il primo appuntamento di grandi dimensioni è l’annuale spettacolo del 5 maggio al Kawasaki Stadium, ma nei mesi precedenti non mancano certamente avvenimenti degni di nota. Prima fra tutti la vittoria di Mister Pogo ai danni di Onita in un incontro singolo, con il perfido heel che conquista la cintura di campione assoluto davanti al pubblico della Korakuen Hall il 6 gennaio. Il 25 febbraio, Megumi Kudo sconfigge Lei Lani Kai e diventa la prima campionessa femminile nella storia della FMW, mentre il 13 marzo Onita, Asako e Goto trionfano in un piccolo torneo six men tag team vincendo la finale contro Mister Pogo, Hosaka e Goro Tsurumi (che qualche anno più tardi rivedremo in una federazione commedy dar battaglia a personaggi travestiti da mostri…). Nel corso del tour di aprile, precisamente il 21, cambieranno invece i campioni di coppia, con il titolo detenuto da Big Titan e The Gladiator che passa intorno alla vita di Oya e del lanciatissimo Mister Pogo dopo un durissimo incontro. Undici sold out, incassi record ed una lunga serie di main event a stipulazione speciale (classici street fight, incontri col filo spinato ed un inatteso barbed wire cage match) concludono al meglio i primo quattro mesi del 1994. Prossima tappa, Kawasaki Stadium. Tornando su queste pagine,
vi siederete nell’ufficio di Atsushi Onita mentre il presidente della FMW
sarà impegnato nel realizzare uno dei migliori colpi di genio della sua
carriera. Una poco fortunata trasferta estera bilancerà la situazione,
mentre i classici deathmatch offriranno il consueto sale alla narrazione. …dimenticavo… un certo
Hayabusa sbarcherà sul suolo nipponico di ritorno dal Messico… Vi aspetto! |