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ROH History 2002 Nel corso del 2002 ROH tenne ben 12 shows a cadenza mensile, arrivando a programmarne due per i mesi di novembre e dicembre, tutti a Philadelphia, con l’eccezione di due shows, svoltisi a Wakefield. Nel corso dell’anno la piccola arena di Philadelphia (niente più che una palestra) fu costantemente riempita da fan che in larga parte divennero abituali frequentatori degli show della federazione. Fan che più tardi si distinsero per una passione incredibile ed una competenza nel lato “smart” del wrestling fuori dal comune: i wrestler “bravi” sul ring divenivano ben presto beniamini, mentre in più occasioni, fatto molto inconsueto da vedersi nel mondo del wrestling, i wrestler scarsi e portati nella federazione solo per il fatto di “avere un nome” venivano apertamente contestati se le performances non erano all’altezza. Caso emblematico fu quello degli Insane Clown Posse, gruppo metal lanciato in WWF e WCW nel mondo del wrestling che, dopo il loro match nello show “Glory by Honor” furono bersagliati da fragorosi canti “don’t come back”. Nel 2002 iniziarono a comparire alcuni dei nomi che avrebbero fatto la storia di Ring of Honor. Già nel terzo show, “A night of appreciation” apparvero AJ Styles e Paul London, che di lì a poco avrebbero dato vita ad alcuni tra i migliori match della storia della federazione. Eddie Guerrero, avendo firmato un contratto con la WWE, lasciò ROH la stessa sera, ringraziando i fans che lo acclamavano e Rob Feinstein per aver creduto in lui. In questa occasione vennero comunicati i membri della “ROH Elite” che nell’evevnto successivo si sarebbero giocati, con un torneo ad eliminazione diretta, una chance per conquistare il titolo di primo campione nella storia di ROH: questi erano American Dragon, Christopher Daniels, Xavier, Jay Briscoe, Prince Nana, Scott Andrews, Low Ki, AJ Styles, Jerry Lynn, Doug Williams, Jody Fleisch, Jonny Storm, Paul London, Spanky, Bio-Hazard e Amazing Red. Così, a “Road to the Title”, il 22 giugno 2002, si decisero i 4 che il mese successivo si sarebbero affrontati in un fatal 4way: PRIMO TURNO 1)Spanky def. Paul London 2)Jody Fleisch def. Jonny Storm 3)Christopher Daniels def. Scott Andrews 4)AJ Styles def. Jerry Lynn 5)American Dragon def. Biohazard 6)Doug Williams def. Jay Briscoe 7)Low Ki def. Prince Nana 8) Amazing red def. Xavier SECONDO TURNO 1)Spanky def. Jody Fleisch 2)Doug Williams def. American Dragon 3)Low Ki def. Amazing Red 4)Christopher Daniels def. AJ Syles I 4 erano così decisi, ma queste eliminatorie resteranno nella storia soprattutto per l’incredibile match tra Low Ki e Amazing Red: il famoso match del “Matrix minute”, durante il quale i due si affrontarono in uno scambio di colpi veramente impressionante; match che venne riproprosto, praticamente invariato, anche nella TNA pochi mesi dopo. Così il 27 luglio si tenne il fatal 4way, un iron-man match a punteggio, in cui ogni pin valeva due punti, ed ogni pin subito valeva –1. Sebbene non fosse mai stato schienato ed avesse effettuato un pin su Low Ki, Christopher Daniels non riuscì a vincere: il punteggio finale fu Low Ki 3, Daniels 2, Spanky e Williams –1. Così Low Ki fu incoronato primo campione ROH. Regno che però non durò a lungo, perché già il 21 settembre all’evento “ROH Unscripted”, Low Ki, che aveva difeso il titolo solo una volta contro AJ Styles, venne sconfitto dall’heel Xavier, che entrò a far parte di una stable chiamata “the Prophecy”, il cui leader era Christopher Daniels. Ma paradossalmente non fu questo match ad attirare la maggior attenzione, bensì uno streetfight tra Michael Shane e Paul London, che vide imporsi quest ultimo con una Shooting Star Press effettuato da una scala. Questo fu il primo match hardcore della storia di Ring of Honor; il pubblico, come impazzito, iniziò a cantare “please don’t die!” all’indirizzo di London. Da quesdto momento in poi la popolarità di London nella federazione andò via via crescendo. Qusto evento fu anche teatro del primo match che metteva in palio le cinture di Tag Team Champions: the Profecy (Christopher Daniels e Donovan Morgan) si imposero su American Dragon e Michael Modest. Il 5 ottobre debuttò un altro wrestler che sarebbe poi entrato nella storia di ROH, Samoa Joe. Cosa curiosa fu che nello stesso evento Xavier, campione in carica, venne sconfitto da Jay Briscoe in un non-title match. Il mese successivo debuttò pure lo sconosciuto CM Punk, altro wrestler che, come Samoa Joe, avrebbe in seguito costituito la spina dorsale della promozione. Nel mese di novembre si affermò una nuova tendenza, che poi sarebbe perdurata fino al presente, quella di chiamare come special guests wrestlers stranieri o vecchie glorie di federazioni famose ormai defunte: i primo furono Tommy Dreamer, masato tanake e Shinjiro Otani. Nel frattempo AJ Styles, sconfiggendo American Dragon, si guadagnò una title-shot contro Xavier, title-shot che però non riuescì a concretizzare, perdendo il match del 7 dicembre a “Night of the Butcher”. La crescente popolarità di Paul London lo portò aidventare Number One Contender per il titolo la stessa notte, sconfiggendo American Dragon. Il number one contender veniva determinato in base ad un torneo tra i 4 migliori wrestlers quanto a record Winn/Loss. Nota interessante fu anche la prima apparizione di Colt Cabana. Tuttavia neppure London fu in grado di strappare il titolo a Xavier, che riuscì a concludere l’anno come campione ROH. Difatti Xavier si impose il 28 dicembre a “Final Battle”. Durante questo evento si capì molto bene che genere di fan seguivano Ring of Honor: Konnan, come gli ICP alcuni mesi prima, venne salutato con cori “don’t come back”, dopo aver effettuato un match così brutto che venne tagliato dai tapings. Inoltre nel main event, un 4way per determinare il nuovo #1 Contender tra American Dragon, Low Ki, Samoa Joe e Homicide, quando quest’ultimo venne sostituito a sorpresa da Steve Corino, partirono dei canti “who booked this shit?” ai quali Corino rispose “we already have your money”: un classico, o meglio una situazione potenzialmente critica ben gestita da Corino, anche perché il match si rivelò molto buono e terminò con un “Time Limit Draw” dopo ben 45 minuti. A cura di Marco "TheZedi" Gerdol |