ROH History

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2004

Il 2004 cominciò con un altro show cooperativo, questa volta con la JAPW, la maggiore promozione del New Jersey. In questa occasione Samoa Joe difese il titolo contro Balls Mahoney.

Oltre alle consuete interpromozioni con piccole indies, iniziarono pure i contatti con la WWE, che già aveva messo sotto contratto 2 stelle di Ring of Honor, Spanky e Paul London: i primi segnali si ebbero quando venne ospitato in uno show ROH il match per il titolo dell’Ohio Valley Wrestling, federazione satellite della WWE, dove i giovani talenti vengono mandati ad allenarsi.

Si decise anche di introdurre un nuovo titolo, il “Pure Wrestling Title”, i cui match dovevano seguire regole ferree: nessun attacco a pugno chiuso, pena la perdita di uno dei 3 “rope breaks” a disposizione, utilizzabili per far interrompere dal referee una sottomissione oppure un tentativo di pin. All’esaurimento dei 3 “bonus” anche le sottomissioni che utilizzano le corde diventano legali.

Per decidere il primo “Pure Champion” si organizzò un torneo.

Nei primi mesi del 2004 Samoa Joe tentò più volte di conquistare anche ilk titolo di coppia, oltre a quello da lui già detenuto di campione ROH, prima in coppia con American Dragon, poi con jerry Lynn, ma i Briscoe Brothers riuscirono sempre a difendersi.

Le finali del torneo per determinare il primo Pure Champion si concretizzarono al 2nd Anniversary Show, il 14 febbraio: trionfò AJ Styles, che ebbe la meglio su CM Punk in un fantastico match.

Nella stessa occasione sia i Briscoe Brothers, che Samoa Joe difesero i propri titoli, rispettivamente contro i Backseat Boys e Low Ki, Dan Maff e BJ Whitmer (in un 4way).

Il 13 marzo lo show “Scramble Cage II” vide una partecipazione di pubblico senza precedenti per la promozione, più di 1800 spettatori, un pubblico inconsueto per una indy.

Pubblico richiamato sia dalla varietà di match proposti, sia dalla qualità di questi (Samoa Joe e AJ Styles difesero i rispettivi titoli contro Jay Briscoe e CM Punk), sia dalla presenza di numerosi wrestlers di altre promozioni locali, quali NWA Wildside, NWA Florida, PWG, PCW e IWA Mid-South, con wrestlers quali Sonjay Dutt, Teddy Hart, Super Dragon e Austin Aries (che avrebbe fatto in seguito carriera in ROH).

Il 24 aprile, a “Reborn Stage II”, CM Punk e Colt Cabana coronarono l’obiettivo di conquistare il primo titolo, che fu quello di coppia: i due, sotto il nome di “Second City Saints”, risuscirono a strapparlo ai fratelli Briscoe.

Bisogna notare che in questo periodo, per ragioni poco chiare, la TNA proibiva ai propri wrestlers di prendere parte agli show di Ring of Honor: gente come Christopher Daniels, AJ styles e Low Ki furono temporaneamente impossibilitati a competere nella promozione, lasciando libero uno spazio che fu utile per lanciare alla ribalta alcuni giovani che avevano esordito pochi mesi prima, primi fra tutti Shelley, Aries, Strong ed Evans. I 4 formarono una stable, che sarebbe durata molto a lungo, che si proponeva come il gruppo di wrestlers in grado di offrire il miglior spettacolo.

Subito alla loro prima aparizione, il 22 maggio, diedero spettacolo, dando vita tra le altre cose ad un match stupendo di oltre 40 minuti contro i Briscoe Brothers e la coppia Walters/Rave.

Nel frattempo Samoa Joe iniziava il suo sedicesimo mese da campione, dopo aver sconfitto altri sfidanti di tutto rispetto, Matt Stryker e Homicide (per due volte).

Regno che sopravvisse anche a “World Title Classic”, il 12 giugno, quando CM Punk bloccò Samoa Joe ad un time-limit draw dopo 60 minuti: match incredibile, che ricevette una standing ovation.

A “Survival of the Fittest” successe una cosa incredibile: dopo mesi di incontrastato dominio qualcuno riuscì a schienare Samoa Joe: Colt Cabana. Purtroppo però si trattatava di un 6way, finale di un torneo, nel quale la cintura non era in palio. Fu “American Dragon” Brian Danielson ad imporsi su Samoa Joe, Colt Cabana, Austin Aries, Mark Briscoe ed Homicide, tutti qualificatisi in seguito ad eliminatorie.

Il 17 luglio a “Reborn: Completion” successero diverse cose: il titolo di Pure Wrestler fu dichiarato vacante (perché AJ Styles non partecipava da mesi a show di ROH) e Doug Williams si aggiudicò il torneo per stabilire il nuovo campione, sconfiggendo John Walters, Nigel Mc Guinness e Jay Lethal (da molto in ROH, ma fino ad allora facente parte della stable Special K sotto il nome di Hydro).

Ebbe poi termine un feud portato avanti da un paio di mesi tra CM Punk e Ricky Staemboat, altra celebrità portata a ROH.

Si formarono poi 2 nuove stable, “The Embassy” (Prince Nana, Xavier, Jimmy Rave e John Walters) e soprattutto “The Rottweilers” (Homicide, Ricky Reyes e Rocky Romero) a cui si aggiunse Low Ki, con un ritono inaspettato nella federazione, con l’esplicito scopo di strappare a Samoa Joe il titolo di campione.

Samoa Joe (contro Homicide, Colt Cabana e Trent Acid) continò a difendere con successo il titolo. Non altrettanto fu in grado di fare Doug Williams, che dovette cedere a John Walters il titolo di Pure Champion e nemmeno Cabana e Punk, che vennero sconfitto dai Rottweilers (Reyes e Romero).

Austin Aries iniziò a guadagnarsi una popolarità incredibile tra i fan, specialmente dopo un grandissimo match 2 out of 3 falls dell’incredibile durata di 80 minuti contro American Dragon (“Testing The Limit”, 7 agosto).

Inaspettata fu la comparsa di Mick Foley, che lanciò un grande promo per la promozione, dicendo di aver visto diversi DVD e di essere rimasto impressionato. In seguito Foley partecipò a numerosi altri shows di Ring of Honor.

La striscia di vittorie di samoa Joe nel frattempo perdurava: Doug Williams, American Dragon e Rocky Romero erano state le sue vittime. Ma arrivò il turno di CM Punk, e per la seconda volta la contesa raggiunse un time-limit draw, dopo 60 minuti. Punk sfidò allora Joe ad un match senza limiti di tempo che Joe avrebbe accettato soltanto un paio di mesi dopo. Questo fu il primo match della storia di ROH a ricevere il prestigioso giudizio di 5 stelle da parte di Dave Meltzer, riconosciuto critico di wrestling.

Il 5 novembre, a “Weekend of Thunder 1”, fece un’apparizione un grandissimo, Jushin Tunder Lyger, che sconfisse American Dragon. Nello stesso show Austin Aries sconfisse CM Punk e sfidò Joe a concedergli un title-shot.

Ancora più bello fu il main event dell’appuntamento successivo, “Weekend of Thunder 2”, con Lyger affiancato a Samoa Joe contro American Dragon e Low Ki.

Finalmente il match senza limiti di tempo tra Joe e Punk si potè tenere il 4 dicembre, a “All Star Extravaganza II” e inaspettatamente Samoa Joe vinse in “appena” 31 minuti, sfidando apertamente Mick Foley, che aveva sostenuto nelle settimane immediatamente precedenti CM Punk.

Il 2004 finì col “botto”: difatti il 24 dicembre, a “Final Battle” Austin Aries pose fine all’interminabile regno di Samoa Joe (ben 22 mesi), in un bel match che coinvolse il pubblico in modo incredibile.

Per quanto riguarda gli altri titoli John Walters, che aveva accettato la proposta di Prince Nana di entrare a far parte della Embassy, continuava a difendere con successo il titolo di Pure Champion, e lo stesso facevano i Rottweilers, spesso in modo sporco.

Low Ki continuava a fare da elemento di disturbo un po’ dovunque, mentre inaspettatamente Aries e Strong si rivoltarono contro Shelley. Lethal inoltre iniziava ad essere coinvolto in storylines sempre più importanti, l’ultima delle quali lo vedeva opposto a vari sfidanti via via proposti dal leader della Embassy Prince Nana.

Nel corso del 2004 si tennero ben 24 eventi, molti dei quali in due sessioni, una pomeridiana ed una serale, in giro per molti altri stati, tra cui Illinois, Ohio e Wisconsin.

 

A cura di Marco "TheZedi" Gerdol